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Filippo Capaldo, parente del boss Michele Zagaria, è stato scarcerato in Spagna. Le autorità iberiche hanno imposto obblighi di comparizione. Capaldo era indagato per affari del clan dei Casalesi.

Rilascio di Filippo Capaldo a Tenerife

Filippo Capaldo, nipote del noto boss Michele Zagaria, ha ottenuto la libertà in Spagna. Un giudice locale ha deciso di concedere la scarcerazione, imponendo al parente del capoclan soprannominato ‘Capastorta’ di presentarsi regolarmente alle autorità giudiziarie spagnole. L'uomo era stato arrestato sull'isola di Tenerife dalle forze dell'ordine iberiche.

L'arresto rientrava in un'ampia indagine della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. L'inchiesta ha riguardato le attività illecite della fazione Zagaria, appartenente al clan dei Casalesi. Complessivamente, sono 44 le persone indagate, di cui 23 destinatarie di misure cautelari.

Gli agenti della polizia spagnola hanno effettuato l'irruzione nell'abitazione di Capaldo a Tenerife accedendo da un balcone. L'operazione ha portato alla cattura del nipote del boss.

Il ruolo di Capaldo nel clan

Filippo Capaldo, assistito dall'avvocato Giuseppe Stellato, era considerato il ‘cassiere’ del clan, operando a distanza. La guida della cosca sarebbe stata nelle mani degli zii, fratelli di Michele Zagaria, ovvero Antonio e Carmine Zagaria.

Dopo essere stato scarcerato e trasferitosi a Tenerife nel 2029, Capaldo non si sarebbe limitato a gestire la cassa comune. Le indagini suggeriscono che si occupasse anche di investimenti in settori apparentemente legali. Tra questi figurano il mercato immobiliare e il noleggio di automobili.

Il figlio di Beatrice Zagaria e nipote prediletto del boss Michele, avrebbe avuto legami con la lounge bar Enza Oro Café a Tenerife. Si stima che Capaldo vi abbia investito circa 100mila euro. I fondi sarebbero transitati attraverso la società Jolly Market di San Marcellino, riconducibile ad Alfonso Ottimo, anch'egli finito in carcere. Ottimo avrebbe ricevuto il denaro da Vincenzo Pellegrino, indagato a piede libero.

Pellegrino, a sua volta, avrebbe incassato la somma da una società spagnola, la Insuta. Quest'ultima è legata ad Armando Orlando, indagato e ritenuto parte del clan Polverino di Marano. La transazione sarebbe avvenuta come fittizia caparra per l'acquisto di un immobile a Dubai, del valore di 560mila euro. L'immobile sarebbe stato poi assegnato fittiziamente da Capaldo a Pellegrino.

Altre attività e legami familiari

Gli atti dell'inchiesta rivelano ulteriori attività di Capaldo in Spagna. Oltre all'Enza Oro Café, emergono il Gruppo Cattleya Tenerife, una società di noleggio auto intestata ai fratelli di Filippo Capaldo. Vi è anche la Immobiliaria y Gestion Italiana, attiva nella gestione patrimoniale immobiliare, di cui Capaldo risulta amministratore.

Riguardo la gestione della cassa del clan, le indagini evidenziano l'interesse della famiglia Nobis, mostratasi solidale con gli Zagaria. Raffaele Nobis, fratello di Salvatore Nobis (detenuto al 41 bis e soprannominato ‘Scintilla’), desiderava rientrare negli affari del clan. Si sarebbe consultato con Carmine Zagaria per conoscere l'identità del cassiere.

Carmine Zagaria avrebbe quindi rivelato che il gestore della cassa era il nipote Filippo Capaldo, nonostante la sua residenza a Tenerife. Raffaele Nobis avrebbe chiesto a Zagaria di intervenire per il fratello Salvatore. Zagaria avrebbe rassicurato Nobis, affermando che avrebbero lavorato per liberare Salvatore dal carcere e che, gradualmente, avrebbero sistemato tutto. Ha poi sottolineato la necessità di attendere la scarcerazione di Salvatore per intraprendere azioni più significative.

L'incontro tra Nobis e Carmine Zagaria si sarebbe svolto in una masseria.

Le persone hanno chiesto anche:

Chi è Filippo Capaldo?

Quali sono i legami tra Filippo Capaldo e Michele Zagaria?

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