La Corte di Cassazione ha annullato la condanna di Paolo Calligaris per l'omicidio di Tatiana Tulissi. La Suprema Corte ha stabilito che l'uomo non ha commesso il fatto, chiudendo un lungo iter giudiziario.
Annullata condanna per omicidio a Manzano
La Corte di Cassazione ha emesso un verdetto decisivo. Ha annullato la sentenza di secondo grado nei confronti di Paolo Calligaris. L'uomo era stato condannato a 16 anni di reclusione. La pena era stata inflitta per la morte della sua compagna, Tatiana Tulissi. La vittima fu uccisa a colpi di pistola a Manzano, in provincia di Udine. L'omicidio risale all'11 novembre 2008.
La notizia è stata diffusa dai legali di Calligaris. Gli avvocati Rino Battocletti, Alessandro Gamberini e Cristina Salon hanno reso noto il pronunciamento della Suprema Corte. I giudici hanno stabilito che l'imputato «non ha commesso il fatto». Questa decisione è stata presa senza rinvio.
Un caso giudiziario complesso e lungo
Per l'imprenditore Paolo Calligaris si tratta di un esito cruciale. È la settima sentenza in un procedimento giudiziario estremamente articolato. L'uomo si è sempre dichiarato innocente riguardo all'accusa. La vicenda giudiziaria ha attraversato diverse fasi e tribunali nel corso degli anni.
L'11 novembre 2008, Tatiana Tulissi, all'epoca 37enne, rientrava a casa dal lavoro. Era impiegata in un'azienda di Percoto, sempre nel Udinese. Stava raccogliendo legna in giardino. La villa era condivisa con Calligaris. La donna fu prima colpita alla testa con un oggetto contundente. Successivamente, fu uccisa da tre proiettili di una pistola calibro 38. L'arma non è mai stata ritrovata.
Le tappe del processo
Il percorso giudiziario, basato su indizi, è iniziato a Udine. Nel 2019, Calligaris fu condannato in udienza preliminare. Due anni dopo, la Corte d'Assise d'Appello di Trieste lo assolse. La motivazione fu «perché il fatto non sussiste». La difesa definì quella sentenza «coraggiosa».
Tuttavia, nel 2022, la Cassazione annullò tale decisione. Il processo fu rinviato alla Corte d'Assise d'Appello di Venezia. Il 20 dicembre 2023, i giudici veneziani confermarono la condanna a 16 anni. La difesa presentò un nuovo ricorso in Cassazione. Il 13 settembre 2024, la sezione presieduta da Rossella Catena annullò nuovamente la sentenza di secondo grado. Il caso tornò a un'altra sezione dell'Assise d'Appello di Venezia.
Infine, a marzo 2025, questa corte ha condannato nuovamente Calligaris a 16 anni di reclusione. La difesa ha presentato un ulteriore ricorso alla Cassazione, che ha portato all'annullamento senza rinvio.
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