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L'icona del "Senatur": sigaro e Coca Cola

Per i militanti della prima ora della Lega Nord a Mantova, l'immagine di Umberto Bossi è indissolubilmente legata a un sigaro tra le labbra e a una lattina di Coca Cola sempre a portata di mano. Questo dettaglio, apparentemente piccolo, evoca un'epoca in cui il movimento era agli albori, con riunioni che vedevano più sedie vuote che piene.

Zoraide Chiozzini, storica militante e dirigente della Lega Nord di Quistello, ricorda con emozione le notti passate a discutere dopo i comizi. «Eravamo lì con l’Umbertone che ci ha insegnato l’orgoglio di essere del Nord», racconta, sottolineando come Bossi abbia incarnato un leader popolare capace di far credere in un sogno, quello della Padania, che oggi appare svanito.

Bossi: il leader che creò un'identità padana

L'ascesa di Umberto Bossi è vista da molti come il motore che trasformò la Lega Lombarda da un piccolo movimento a un partito di governo. La sua retorica contro «Roma ladrona» e il suo coraggio nell'affrontare il tema della secessione del Nord hanno catturato l'immaginario collettivo, portando a una crescita esponenziale dei consensi.

Uber Anghinoni, primo deputato leghista mantovano, riconosce a Bossi il merito di aver costruito un'identità per un popolo, quello padano, che prima non esisteva. «Ha creato un senso di identità che ancora oggi resiste», afferma, ricordando con gratitudine le opportunità e le soddisfazioni che gli furono concesse.

Piazza Erbe e i ricordi di un leader imprevedibile

Piazza Erbe a Mantova è stata teatro di numerosi eventi legati alla Lega e a Bossi. Qui, il leader dimostrò la sua imprevedibilità, come nel caso di un militante veneto che chiese il suo intervento in una sezione locale. Bossi lo liquidò con un secco «Ma chi sei, un provocatore? Ma va via».

Cataldo Giosuè, avvocato e candidato sindaco leghista negli anni '90, elogia l'oratoria instancabile di Bossi e la sua vicinanza ai territori. «Diceva che prima occorreva vincere nei Comuni per poi puntare più in alto», ricorda Giosuè, sottolineando la strategia politica del leader.

Elisa Grazioli, che conobbe Bossi quando era ventenne, lo ricorda mentre le ordinava la sua immancabile Coca Cola al «parlamento del Nord» di Bagnolo. «Diceva cose che sentivo da anni nei bar», ammette, evidenziando come Bossi abbia trasformato la differenza tra Nord, Centro e Sud in una categoria politica, portando un cambiamento storico.