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Cantiere a Palazzo di Bagno: estensione e criticità

A Mantova sono iniziati i lavori di restauro su una vasta porzione di Palazzo di Bagno. L'intervento interesserà una superficie totale di 1.485 metri quadrati, suddivisi tra il fronte principale di via Principe Amedeo (1.158 mq) e quello più corto di via Madonna dell’Orto (327 mq).

Le parti che presentano maggiori criticità sono gli elementi decorativi, in particolare i fastigi delle finestre del piano superiore e le relative cornici. Questi dettagli architettonici, realizzati in pietra di Avesa, un materiale friabile e degradato, sono stati temporaneamente messi in sicurezza con reti per evitare la caduta di detriti.

Ricerca della coloritura originale e materiali

L'architetto Monica Nascig sta coordinando le ricerche per recuperare la coloritura originaria degli intonaci, sostituiti nel 1965 con una nuova tinteggiatura giudicata troppo scura. L'obiettivo è restituire al palazzo l'aspetto cromatico autentico, un'impresa che richiederà un lavoro meticoloso di analisi e recupero di frammenti antichi.

Verranno inoltre utilizzati materiali lapidei come la pietra di Prun, più resistente, per il restauro di portali, balconi e cornici. Si sta valutando anche l'installazione di un sistema di illuminazione esterna e di dissuasori per i piccioni, al fine di preservare ulteriormente l'edificio.

Costi, tempistiche e professionalità interne

L'intervento di restauro, previsto per una durata di sei mesi, ha un costo preventivato di circa 539.836 euro, con un quadro economico complessivo di 800.000 euro. La gestione e la responsabilità del cantiere sono interamente affidate ai professionisti interni della Provincia di Mantova, attraverso il suo Servizio Edilizia.

Tra le figure chiave coinvolte figurano l'architetto Isacco Vecchia come Responsabile Unico del Progetto (RUP), l'architetto Chiara Galusi come Direttore Lavori (DL), e gli architetti Federica Martinelli e Guacimara Albarracin Rodriguez per la direzione lavori e il coordinamento della sicurezza.

Giovanni Cherubini e il contesto urbano

Il progetto delle facciate di Palazzo di Bagno risale al 1857 e porta la firma dell'architetto bresciano Giovanni Cherubini. L'architetto fu molto attivo a Mantova, lasciando opere significative come la Porta Pradella e la Casa in piazza Guglielmo Marconi. Progettò anche il Nuovo Macello Comunale, oggi sede del Centro culturale "Gino Baratta", e la chiesa parrocchiale di Ostiglia.

L'intervento di Cherubini mirava a uniformare i diversi corpi di fabbrica dell'edificio, inserendolo armoniosamente nel tessuto urbano dell'epoca, caratterizzato da strade come via Principe Amedeo (allora contrada delle Quarantore) e via Madonna dell’Orto, che prendeva il nome dall'orto del convento di San Domenico.