Condividi
AD: article-top (horizontal)

Arte e benessere a Palazzo Te

Mantova si arricchisce di un nuovo progetto che unisce arte e salute: la museoterapia sbarca a Palazzo Te. Dopo i successi ottenuti con i pazienti dializzati, un percorso innovativo dedicato ai pazienti oncologici prende il via grazie alla sinergia tra Asst Mantova e la Fondazione Palazzo Te.

Il programma, denominato «L’arTE che cura», mira a offrire un supporto concreto attraverso laboratori espressivi. L’iniziativa coinvolgerà pazienti, professionisti sanitari e volontari della struttura di Oncologia dell’ospedale Carlo Poma.

Laboratori espressivi per pazienti oncologici

Nei mesi di aprile e maggio, circa 50 partecipanti prenderanno parte a quattro laboratori specifici. L’obiettivo è duplice: combattere lo stigma legato alla malattia e trasformare il museo in uno spazio di inclusione, apprendimento e socializzazione.

Particolare attenzione sarà rivolta alle donne operate al seno in fase di follow-up post-operatorio. La loro esperienza sarà monitorata attraverso uno studio clinico volto a valutare l’efficacia del percorso sul benessere psicofisico e sulle relazioni interpersonali.

Visite guidate e arte per la relazione

Il programma prevede visite guidate all’installazione filmica «All that changes you. Metamorphosis» di Isaac Julien, oltre all’esplorazione di alcune sale storiche di Palazzo Te. Queste esperienze saranno integrate da laboratori espressivi focalizzati sul tema della relazione, seguiti da momenti di condivisione tra i partecipanti.

Il progetto affonda le sue radici nel 2023, quando un primo gruppo di pazienti sottoposti a trattamenti dialitici ha potuto sperimentare attività teatrali, di danza e pittura all’interno del museo, guidati da artisti professionisti.

Studio clinico sull'astenia

L’esperienza pionieristica con i pazienti dializzati ha portato a una ricerca condotta dai professionisti della Nefrologia e Dialisi di Asst Mantova, i cui risultati sono in fase di pubblicazione su una rivista scientifica. Questo studio rappresenta la prima indagine del genere condotta dall’azienda sanitaria mantovana.

L’obiettivo primario della ricerca era verificare se gli stimoli artistici potessero contribuire a una riduzione del 10% del grado di astenia, ovvero quella sensazione di spossatezza fisica e mentale spesso associata all’insufficienza renale cronica. Un secondo scopo era valutare l’influenza delle condizioni di dialisi (ospedaliera o domiciliare) sull’entità dell’astenia. I pazienti coinvolti nello studio avevano un’età compresa tra i 18 e gli 80 anni.

AD: article-bottom (horizontal)