Mantova: accordo per presidi fissi
A Mantova, la tensione politica di sabato è stata disinnescata grazie a un accordo che ha evitato la contrapposizione di cortei. Invece di marce opposte, sono stati stabiliti due presidi fissi in punti distinti della città.
L'obiettivo era prevenire possibili scontri tra gruppi con visioni ideologiche divergenti. Il lavoro di mediazione ha portato a una soluzione che permette a ciascun gruppo di esprimere le proprie idee senza creare disordini.
Presidi autorizzati e motivazioni
Il comitato “Remigrazione e riconquista”, insieme al gruppo locale “Difendi Mantova”, occuperà piazza Virgiliana. Questa scelta è stata definita una “vittoria democratica” dalle ventitré sigle antifasciste che si mobiliteranno.
Queste ultime, che includono associazioni, partiti, circoli e sindacati, hanno rivendicato il merito dell'accordo. La loro azione mirava a impedire il corteo di “Remigrazione” e a evitare la paralisi della città.
Festa antifascista e difesa dei valori
I giardini di viale Piave, originariamente punto di partenza del contro-corteo, ospiteranno invece una “grande festa antifascista”. L'evento è stato riorganizzato per celebrare la difesa dei valori costituzionali e antifascisti.
Il riferimento è anche alla recente vittoria del “No” al referendum costituzionale, vista come un'ulteriore conferma dell'impegno civico. La mobilitazione mira a riaffermare i principi democratici contro nazionalismi e odi.
Appello alla calma e istituzioni
Il consigliere regionale del PD, Marco Carra, ha espresso gratitudine ai movimenti antifascisti e alle istituzioni per aver scongiurato la sfilata in luoghi significativi per la memoria storica. L'intento delle istituzioni è mantenere un clima di calma e garantire il diritto di manifestare pacificamente.
La decisione di optare per presidi fissi anziché cortei mira a stemperare i toni e a prevenire qualsiasi pretesto di scontro, salvaguardando la serenità della città.