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La scarsità di neve e l'aumento dei costi energetici mettono a rischio l'irrigazione nel Mantovano. Le riserve idriche sono inferiori del 40% rispetto alla media, creando preoccupazione tra gli agricoltori per le semine primaverili e i trapianti.

Scarsità di neve e riserve idriche basse

Le riserve di neve sulle Alpi sono significativamente ridotte. Si registrano valori inferiori del 40% rispetto alle medie stagionali. Questo dato preoccupa il settore agricolo del Mantovano. L'inverno e la primavera sono stati caratterizzati da scarse precipitazioni. La situazione attuale impone una vigile attenzione alla gestione dell'acqua. I bacini alpini presentano livelli di innevamento molto inferiori al normale.

La Coldiretti sottolinea la delicatezza del momento. Le semine primaverili sono in corso. I trapianti di colture specializzate, come il pomodoro, richiedono un'irrigazione costante. L'assenza di piogge invernali e primaverili aggrava la situazione. Le riserve idriche sono quindi motivo di allerta. Non si parla ancora di vera e propria emergenza, ma la prudenza è d'obbligo.

Preoccupazioni per il Lago di Garda e d'Idro

Il presidente del consorzio Mincio, Massimo Lorenzi, esprime cautela. I dati di circa venti giorni fa indicavano una situazione non preoccupante per il Lago di Garda. I deflussi sono stati gestiti con attenzione per trattenere le risorse idriche. Tuttavia, si risente di una scarsa immissione d'acqua a monte. Il fiume Sarca, immissario del Garda, non riceve acqua da circa quattro settimane. L'acqua è trattenuta dai bacini trentini.

Lorenzi evidenzia un calo del livello del Garda. A inizio aprile, il livello era a 1,30 metri sullo zero idrometrico. Attualmente, si attesta a 1,11 metri. Si registrano difficoltà nel dialogo con la parte trentina. Questa zona sta trattenendo le riserve idriche. La disponibilità d'acqua per allagare le risaie, prevista per i primi di maggio, potrebbe essere compromessa.

Sul fronte del consorzio Garda Chiese, il presidente Aldo Bignotti non usa toni allarmistici. Tuttavia, segnala criticità per il Lago d'Idro. Questo bacino è fondamentale per l'approvvigionamento dell'area consortile. Da 26 anni, il lago soffre di problemi legati a una paleofrana. La presenza di roccia gessosa ha ridotto i livelli di stoccaggio dell'acqua. Sono necessari lavori di adeguamento attesi da tempo per rendere il bacino pienamente efficiente.

Irrigazioni avviate e costi energetici

Nei campi mantovani, le attività di irrigazione sono già iniziate. Servono per soddisfare le esigenze dei prati stabili, dei trapianti di pomodoro e di colture specializzate come il pisello proteico. Fabio Perini, vicepresidente dei Territori del Mincio, assicura una gestione oculata. Gli agricoltori sono i primi a dimostrare attenzione verso il risparmio idrico. Le recenti piogge hanno mitigato la richiesta d'acqua nei campi. La situazione del Garda risulta migliore rispetto ad altri laghi lombardi.

La stagione agricola si prospetta onerosa a causa dei rincari del greggio. Questo impatta direttamente sui costi di pompaggio dell'acqua. Giovanni Gorni, consigliere del Consorzio di bonifica Navarolo, ne è consapevole. Il suo consorzio preleva acqua dai fiumi Po e Oglio tramite pompe di pescaggio. Gorni annuncia un progetto di riqualificazione da 12 milioni di euro. L'obiettivo è rifare l'impianto a Isola Pescaroli. Si prevede un pescaggio maggiore e l'autonomia energetica tramite un impianto fotovoltaico.

Anche gli imprenditori agricoli nel Basso Mantovano, che coltivano meloni e cocomeri, hanno utilizzato sistemi a goccia. L'irrigazione sotto serra è stata necessaria nei comprensori del Burana e del Terre dei Gonzaga in Destra Po. Simone Minelli, presidente del consorzio Terre dei Gonzaga in Destra Po, non ravvisa criticità immediate. Tuttavia, sottolinea che la stagione è ancora lunga e richiede attenzione. Per ottimizzare la gestione del fabbisogno idrico, è disponibile il portale Irriframe. Questo strumento mira a migliorare la sostenibilità e il management dell'acqua in base alle necessità effettive.

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