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La Corte d'Appello di Brescia ha ribaltato la sentenza di primo grado, riconoscendo la premeditazione nell'omicidio di Yana Malaiko. Dumitru Stratan è stato condannato all'ergastolo.

Riconosciuta la premeditazione nell'omicidio

La Corte d'Assise d'Appello di Brescia ha emesso una sentenza di ergastolo per Dumitru Stratan. L'uomo era accusato dell'omicidio della sua ex fidanzata, Yana Malaiko, avvenuto nel gennaio 2023. I giudici hanno riconosciuto la premeditazione del reato, modificando la decisione di primo grado che aveva inflitto una pena di vent'anni.

La procura aveva sostenuto che l'omicidio fosse stato pianificato con freddezza. I giudici hanno accolto questa linea difensiva. La sentenza di primo grado, emessa dalla Corte d'assise di Mantova il 6 marzo 2025, è stata parzialmente riformata. La premeditazione è stata riconosciuta come aggravante.

Un piano studiato nei dettagli

Le indagini, condotte dai carabinieri di Mantova, hanno messo in luce un piano meticoloso. La procura ha evidenziato minacce precedenti, controlli ossessivi e un accesso notturno studiato. La difesa aveva sostenuto la tesi dell'omicidio d'impeto, ma l'accusa ha smontato questa versione.

Sono stati analizzati messaggi e movimenti dell'imputato. Un elemento chiave sono state le ricerche sul veleno effettuate da Dumitru Stratan. Queste ricerche sono avvenute subito dopo aver parlato con la vittima. La procura ha definito questi episodi come una «prova generale» del delitto.

La notte dell'omicidio è stata riletta come l'esecuzione di un progetto. L'intento era quello di far apparire normale l'incontro notturno. La violenza è stata descritta come brutale, con calci e pugni. La freddezza dopo il delitto è emersa nella pulizia della casa e nella simulazione di un allontanamento della vittima.

La reazione delle parti civili

In aula, la parte civile ha espresso soddisfazione per la sentenza. L'avvocato Angelo Lino Murtas ha sottolineato come la premeditazione non fosse stata compresa in primo grado. Ha evidenziato la mancanza di collaborazione e di pentimento da parte dell'imputato.

Il criminologo Gianni Spoletti ha parlato di una «sentenza giusta». Francesco Porrello, presidente dell'associazione Y.A.N.A., ha espresso speranza per tutte le donne. La difesa di Dumitru Stratan, rappresentata dall'avvocato Gregorio Viscomi, ha ribadito la tesi dell'omicidio d'impeto.

Il padre della vittima: «Giustizia è fatta»

Dopo la lettura della sentenza, il padre di Yana Malaiko ha sciolto il suo voto. Si è tagliato la barba, dichiarando: «Giustizia è fatta». L'aula ha visto lacrime e abbracci liberatori dopo lo scioglimento della tensione. La sentenza di ergastolo segna un punto fermo in questo tragico caso di cronaca.

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