Condividi
AD: article-top (horizontal)

L'accusa insiste per l'ergastolo a Dumitru Stratan, ex fidanzato di Yana Malaiko, uccisa e occultata in un trolley. Il processo d'Appello a Brescia valuta la premeditazione, punto cruciale per la pena.

Omicidio Yana Malaiko: l'accusa chiede l'ergastolo

La Corte d'assise d'appello di Brescia è al centro di un processo cruciale. L'accusa sostiene con fermezza che Yana Malaiko sia stata assassinata da Dumitru Stratan in modo premeditato. La richiesta è chiara: l'ergastolo. Questo rappresenta un punto di svolta rispetto alla sentenza di primo grado.

Inizialmente, i giudici della Corte d'assise di Mantova avevano condannato Dumitru Stratan, 36enne moldavo, a vent'anni di carcere. La condanna era per omicidio volontario con dolo d'impeto e occultamento di cadavere. La premeditazione, invece, era stata esclusa.

Il pubblico ministero Lucia Lombardo aveva inizialmente richiesto la pena massima, l'ergastolo. La difesa di Stratan aveva optato per il giudizio abbreviato. Questa scelta, tuttavia, era stata preclusa dalla contestazione della premeditazione.

Una volta venuta meno l'aggravante della premeditazione, i giudici hanno potuto applicare la riduzione di pena prevista dall'abbreviato. Partendo da una pena base di trent'anni, si è arrivati alla condanna finale di vent'anni.

La dinamica dell'omicidio e il ritrovamento del corpo

I fatti risalgono alla notte tra il 19 e il 20 gennaio 2023. Il delitto sarebbe avvenuto in un appartamento di Castiglione delle Stiviere, nel quartiere noto come "grattacielo", in piazzale Resistenza. Qui, Yana Malaiko, 23enne ucraina, era ospitata da Cristina Stratan, sorella dell'imputato. Yana lavorava come barista per lei.

Dopo aver interrotto la relazione con Dumitru Stratan, Yana aveva iniziato una nuova storia d'amore. La sera del delitto, secondo l'accusa, Stratan avrebbe colpito Yana al volto e alla testa. La morte sarebbe poi sopraggiunta per soffocamento, forse con un cuscino.

Il corpo della giovane sarebbe stato poi compresso all'interno di un trolley. Stratan avrebbe nascosto il bagaglio sotto una catasta di legna e fogliame nelle campagne tra Castiglione delle Stiviere e Lonato del Garda. Il trolley fu ritrovato solo tredici giorni dopo, nel pomeriggio del 1° febbraio 2023.

L'autopsia sul corpo di Yana rivelò "lesioni multiple di natura ematica". La causa del decesso fu indicata come "asfissia meccanica violenta". L'imputato, Dumitru Stratan, non si è presentato in aula, rimanendo nella sua cella nel carcere di Monza.

La presenza dei familiari e il desiderio di giustizia

Oleksandr Malaiko, padre di Yana, è presente in tribunale. È accompagnato dal suo legale, Angelo Lino Murtas. Presenti anche il consulente di parte civile, il criminologo Gianni Spoletti, e Francesco Porrello, presidente dell'associazione onlus Y.A.N.A. (You Are Not Alone). Non mancano le amiche della vittima, che si erano attivate nella ricerca quando Yana era ancora una persona scomparsa.

"Mi auguro una sentenza che, a differenza di quella di Mantova, dia il massimo delle pena", ha dichiarato Oleksandr Malaiko. "Chi progetta un femminicidio deve sapere che non può sperare di essere fuori dal carcere dopo qualche anno".

Le sue parole sottolineano il profondo dolore e la ricerca di una giustizia piena per la figlia. La speranza è che il processo d'appello possa riconoscere la gravità del crimine e la premeditazione.

L'accusa ricostruisce le fasi del delitto

Nella sua requisitoria, il pubblico ministero Lucia Lombardo ha descritto l'omicidio come un evento diviso in tre fasi: ideazione, programmazione e realizzazione. "Il 15 gennaio 2023 è stata emessa una sentenza di morte, sia pure condizionata", ha affermato il PM.

Quel giorno, Stratan si presentò nel bar dove Yana si trovava con il suo nuovo compagno, Andrei Cojocaru. Dopo un confronto, Stratan avrebbe minacciato Yana: "Se hai una relazione con qualcuno conosciuto, qualcuno del gruppo, ti ammazzo".

Il 17 gennaio segna un punto di non ritorno. Stratan insultò pesantemente la ragazza, convinto che avesse iniziato una nuova relazione. Il suo sospetto si era trasformato in certezza. L'idea di uccidere si rafforzò.

Nella notte tra il 17 e il 18 gennaio, Stratan compì diversi passaggi nell'androne del palazzo dove viveva Yana. Nella notte tra il 19 e il 20 gennaio, l'uomo avrebbe messo in atto il suo piano.

Attirò Yana in casa della sorella con il pretesto di restituire il cagnolino Bulka, a cui la ragazza era molto legata. Prima di commettere l'omicidio, Stratan avrebbe rimosso le telecamere di sorveglianza dell'ascensore e dell'appartamento.

"Dopo avere ucciso, fuma una sigaretta. Agisce con freddezza, con calma. Bonifica l'alloggio. Occulta il cadavere", ha descritto il PM. Prima di trasportare il corpo, si sarebbe fermato al bar della sorella e avrebbe rivolto apprezzamenti a due ragazze.

Una volta arrestato, Stratan non fornì alcuna indicazione utile al ritrovamento del corpo. La motivazione dell'omicidio, secondo l'accusa, sarebbe l'astio per la relazione interrotta e il sentirsi tradito, un tentativo di salvare il proprio "onore". La richiesta finale è ergastolo con isolamento diurno.

La difesa contesta la premeditazione e la dinamica

L'avvocato generale Domenico Chiaro ha ribadito la tesi dell'omicidio premeditato. La difesa, rappresentata dall'avvocato Gregorio Viscomi, ha invece contestato la premeditazione e la dinamica dei fatti proposta dall'accusa.

Un punto chiave della difesa riguarda la versione dell'omicidio preterintenzionale. Secondo questa ricostruzione, Yana sarebbe caduta dopo uno spintone. Stratan si sarebbe allontanato, per poi ritrovare la ragazza in apnea al suo ritorno, tentando una rianimazione in preda al panico.

Le lesioni sul corpo di Yana, tuttavia, "non sono assolutamente compatibili" con questa versione. La vittima è stata "massacrata", vittima di una "violenta e brutale aggressione", come sottolineato anche dalla sentenza di primo grado.

Un altro argomento difensivo riguarda il luogo della morte. La difesa sostiene che Yana non sia morta nell'appartamento, ma in un secondo momento. Questo si baserebbe sulla presenza di tracce di digestione nello stomaco della vittima.

Tuttavia, la difesa non ha prove concrete a sostegno di questa tesi. La telecamera ha registrato solo l'offerta di una pasta a Stratan, da lui rifiutata. Non è provato che Yana l'abbia consumata.

Inoltre, la difesa si chiede perché Yana avrebbe dovuto cenare se aveva appena finito di mangiare con il nuovo fidanzato Andrei. L'avvocato Murtas, legale dei genitori di Yana, definisce l'imputato un "maschio alfa" incapace di accettare la nuova relazione della ex compagna.

L'avvocato Viscomi ha riproposto la tesi della cena improvvisata, sottolineando che Stratan, durante l'interrogatorio, avrebbe dichiarato di aver sentito il gusto della pasta durante il tentativo di rianimazione. La presenza di un pentolino con un frammento di pasta nell'angolo cottura viene citata come prova.

La difesa attacca duramente la premeditazione. "Nessuno ha parlato della notte del 18 gennaio", ha affermato Viscomi. "La vittima dorme sul divano. Stratan passa e ripassa, cammina addirittura in punta di piedi. Yana è lì, assolutamente inerme perché dorme. Lui potrebbe fare tutto quello che vuole. Invece non fa niente. Anzi, cammina sulle punte per non svegliarla. E allora, come si fa a parlare di premeditazione?"

Riguardo alla restituzione del cane, è stata Yana a sollecitarla, secondo la difesa. Ci sono state scintille durante l'udienza, con la difesa che ha eccepito l'inammissibilità dell'atto di appello del PM per un deposito non conforme. L'avvocato Viscomi ha anche dichiarato di dover partire per un volo alle 16 dall'aeroporto di Orio al Serio.

La presidente Eliana Genovese ha fissato la prossima udienza per il 22 aprile, quando ci saranno le repliche e la sentenza.

AD: article-bottom (horizontal)

Questa notizia riguarda anche: