Raduno antifascista a Mantova
Una folta partecipazione ha caratterizzato la festa antifascista tenutasi ai giardini di viale Piave a Mantova. Oltre 700 persone si sono riunite per difendere i principi democratici e antifascisti, rispondendo all'appello di numerose associazioni e comunità locali.
L'evento, svoltosi nel pomeriggio, ha visto la partecipazione di cittadini di ogni età, uniti dallo slogan «No pasaràn». L'obiettivo era contrastare quella che è stata definita un'«onda antidemocratica e fascista» che avrebbe manifestato pressioni anche sulla città.
Appello antifascista e unità democratica
Dal palco, voci autorevoli hanno ribadito la necessità di difendere i valori della Resistenza e della Costituzione. Michele Orezzi, segretario generale della Cgil di Mantova, ha denunciato contenuti inaccettabili legati a richiami di deportazioni di massa e slogan razzisti, sottolineando il successo dell'azione compatta del mondo democratico nel proteggere i luoghi simbolici dell'antifascismo locale.
Il sindaco di Mantova, Mattia Palazzi, presente con la fascia tricolore, ha evidenziato l'importanza di ancorarsi ai valori costituzionali nati dalla lotta partigiana. Ha sottolineato come la Costituzione sia frutto di un percorso condiviso da diverse culture politiche, unite dall'obiettivo di costruire un Paese basato sulla convivenza, sui diritti e sul rispetto reciproco.
Manifestazione pro-remigrazione
Parallelamente, in piazza Virgiliana, si è svolta una manifestazione promossa dai comitati «Difendi Mantova» e «Remigrazione e Riconquista». Circa 600 persone, molte delle quali giunte da fuori provincia, si sono radunate per esprimere le proprie istanze.
Nonostante i divieti delle autorità, una parte dei partecipanti ha inscenato un breve corteo da via Trento. Al grido di «Mantova è nostra e ci appartiene» e «Dal Nord Italia al Meridione: remigrazione, remigrazione», i manifestanti hanno sventolato bandiere italiane, chiedendo maggiore sicurezza e azioni radicali dalla politica.
Richieste di sicurezza e identità
Dal palco, Ivan Sogari, vicepresidente del Comitato Remigrazione e Riconquista, ha espresso la volontà di essere ascoltati dai decisori politici, affermando che «Mantova e l’Italia non possono vivere nel degrado e non possono perdere la loro identità». Luca Viani del comitato «Difendi Mantova» ha ribadito la necessità di affrontare il tema dell'insicurezza, sostenendo che non si tratti di una mera percezione ma di una realtà in larga parte legata all'immigrazione.
Alla manifestazione era presente anche una delegazione della Lega, con la consigliera regionale Alessandra Cappellari che ha sottolineato il diritto alla libera manifestazione del pensiero nel rispetto delle regole e in forma pacifica, confermando lo svolgimento dell'evento senza problemi di ordine pubblico.