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Un evento eccezionale ha illuminato l'ospedale Carlo Poma di Mantova con dieci nuove vite in sole ventiquattro ore, un segnale di speranza in controtendenza rispetto al calo demografico.

Un insolito aumento delle nascite

L'ospedale Carlo Poma di Mantova ha vissuto momenti di grande festa. In un arco di tempo di appena 24 ore, sono venuti alla luce ben dieci nuovi nati. Questo evento si è verificato tra giovedì 23 e venerdì 24 aprile. Sette di questi piccoli sono nati nella sola giornata di giovedì. Un parto gemellare ha ulteriormente contribuito a questo lieto afflusso.

La notizia ha sorpreso piacevolmente il personale del reparto di Ostetricia e Ginecologia. Di fronte a una sequenza così ravvicinata di parti, hanno deciso di condividere la gioia. Hanno organizzato un momento di celebrazione con i neogenitori e i colleghi, immortalando l'occasione con una foto di gruppo.

Un quadro demografico in calo

Questo picco di nascite rappresenta un'eccezione in un contesto provinciale che, come il resto d'Italia, sta affrontando un marcato calo demografico. Negli ultimi anni, le culle si sono svuotate progressivamente. L'indice di fecondità è in costante diminuzione. Si registra un inverno demografico che preoccupa.

I dati degli ultimi anni confermano questa tendenza. Nel 2019 si sono registrate 2.899 nascite, scese a 2.728 nel 2020 e 2.661 nel 2021. Il calo è proseguito con 2.607 nel 2022 e 2.578 nel 2023. Nel 2024 si sono contati 2.505 parti, mentre nel 2025 si prevedono 2.432. Il picco massimo di nascite nel Mantovano si è avuto nel 2010, con 4.152 bambini nati. In circa quindici anni, si è registrata una diminuzione di quasi il 40% dei parti.

La qualità del servizio al Poma

Nonostante il quadro generale, il reparto di Ostetricia e Ginecologia del Carlo Poma sta registrando un trend positivo. Il primario, Gianpaolo Grisolia, ha commentato con soddisfazione: «Siamo molto felici di questo risultato». Ha evidenziato come negli ultimi tre anni il numero di nascite sia rimasto costante, se non in lieve aumento. Questo successo è attribuito a «nuovi percorsi di assistenza al parto sempre più moderni e mirati al benessere delle mamme».

Grisolia ha aggiunto: «Evidentemente nel nostro reparto è apprezzata la qualità assistenziale, siamo una struttura di terzo livello». Al Poma, negli ultimi tre anni, si sono registrati circa 1.500 parti annualmente. A questi si aggiungono i circa 450 parti a Borgo Mantovano e quelli in strutture fuori provincia. Da gennaio ad oggi, al Poma sono nati 500 bambini.

Punti nascita: stabilità confermata

Le autorità sanitarie hanno confermato la stabilità dei punti nascita mantovani. Nonostante la diminuzione generale delle nascite, non sono previste ulteriori chiusure. Questo segue le recenti decisioni della Regione Lombardia. Dopo la chiusura dei punti nascita di Asola e Casalmaggiore, i presidi di Poma e Borgo Mantovano rimangono saldi.

Le chiusure di Asola e Casalmaggiore erano state decise per scarsità di nascite, essendo sotto la soglia dei 500 parti annui. Anche la carenza di medici aveva contribuito a queste decisioni. Attualmente, i due ospedali mantovani offrono un margine sufficiente per garantire l'assistenza alle gestanti. La direzione di Asst Mantova ha espresso pubblicamente congratulazioni ai genitori. Hanno anche ringraziato i professionisti per il loro impegno.

Le nazionalità dei nuovi nati

Tra i dieci nuovi nati, otto sono femmine e due sono maschi. Le loro nazionalità riflettono la diversità della provincia. Cinque sono italiani, uno è peruviano, uno georgiano, due marocchini e uno indiano. Tutti i neonati sono residenti nella provincia di Mantova.