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Incontro sull'affettività e il rispetto

Un'importante iniziativa dedicata all'educazione affettiva si è svolta presso l'istituto Redentore di Mantova. L'evento, rivolto alle classi terze della scuola media e agli studenti del biennio dei licei, ha posto al centro del dibattito i concetti di rispetto e affettività.

L'idea nasce dalla Consulta provinciale degli studenti, presieduta da Emma Cinti, con l'obiettivo di promuovere relazioni più sane e costruttive tra le diverse generazioni, i generi e verso se stessi.

Un format destinato a crescere

L'incontro, intitolato «Rispetto e affettività», è stato accolto con entusiasmo da istituzioni scolastiche, sanitarie e associazioni del territorio. Il successo riscosso suggerisce che questo format educativo sia pronto per essere replicato in altri istituti scolastici.

Emma Bertagna, referente per le politiche giovanili dell'Ufficio scolastico provinciale, ha sottolineato l'importanza di affrontare questi temi in ambito scolastico. «La tematica è alla base dei problemi che possiamo osservare nelle scuole e che si esprimono con solitudini, bullismo, atti di vandalismo e parlarne a scuola aiuta a prevenire comportamenti a rischio», ha spiegato.

La prevenzione attraverso il benessere relazionale

L'Ats Val Padana ha aperto i lavori evidenziando come il benessere nelle relazioni sia fondamentale per la prevenzione. L'ente sanitario ha presentato un catalogo di proposte didattiche volte a contrastare la violenza di genere tra i giovani.

Gloria Molinari, assistente sanitaria, ha delineato le basi di una sana comunicazione relazionale, identificando nel saper dire di no, saper comunicare e saper dare valore all'altro gli elementi chiave. La psicoterapeuta Valentina Calderara ha poi illustrato, dati alla mano, l'aumento dei casi di stalking, sottolineando la necessità di definire limiti chiari nelle relazioni interpersonali.

«Occorre un cambio culturale, saper riconoscere e distinguere le relazioni che rispettano l’altro e fanno esprimere il proprio potenziale, da quelle disfunzionali, che invece svalutano», ha affermato la dottoressa Calderara, aggiungendo che «il silenzio aiuta chi compie violenza».

Il rispetto come fondamento della salute

L'impatto delle relazioni sulla salute fisica e mentale è stato al centro dell'intervento di Raffaella di Pasquale, dirigente medico dell'Asst di Mantova. La dottoressa ha spiegato come esperienze negative e stress cronico possano influenzare il nostro corredo genetico, accelerando i processi di invecchiamento.

«Le nostre esperienze modificano il nostro corredo cromosomico, lo stress cronico accorcia i telomeri, le estremità protettive dei cromosomi, accelerando l’invecchiamento», ha chiarito. Ha inoltre evidenziato come molti giovani, tra i 14 e i 24 anni, manifestino segnali di disagio psicologico, sottolineando l'importanza di coltivare amicizie positive e relazioni basate sul rispetto per una vita più lunga e sana.

Consenso e contrasto alla violenza

Michela Bonora, assistente sociale dell'Asst, ha presentato i servizi offerti dai consultori familiari e per i giovani, introducendo il delicato tema del consenso nelle relazioni sessuali. Un video esplicativo ha ribadito il concetto fondamentale che «un no è un no».

Sono state inoltre affrontate le insidie delle relazioni virtuali e le trappole del mondo digitale, nonché la tendenza al disinteresse verso i rapporti reali. Testimonianze dal Centro antiviolenza (CAV) e dal Centro uomini autori di violenza hanno messo in luce la necessità di smantellare gli stereotipi di genere, anche all'interno delle dinamiche familiari, dimostrando come il ribaltamento di tali schemi sia non solo possibile, ma auspicabile.

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