Donne e STEM: l'incontro per la parità a Mantova
Parità di genere nelle discipline STEM
Un importante dibattito si è tenuto a Mantova, organizzato dalla Cisl Asse del Po, con l'obiettivo di promuovere la partecipazione femminile nelle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche (STEM). L'iniziativa, intitolata «Anche io posso! Donne nelle discipline Ste(a)m», mira a scardinare gli stereotipi culturali e a valorizzare il potenziale delle giovani donne in questi settori.
I dati presentati durante l'incontro evidenziano un persistente divario di genere. Sebbene le donne costituiscano circa il 60% dei laureati nel territorio mantovano, solo il 17-18% sceglie percorsi STEM, a fronte del 44% degli uomini. Inoltre, le professioniste in ambito scientifico registrano una retribuzione mediamente inferiore del 20% rispetto ai colleghi maschi.
Testimonianze di professioniste STEM
L'evento ha visto la partecipazione di diverse professioniste che hanno condiviso le proprie esperienze nel mondo scientifico. Linda Burchiellaro, dottoranda in Computer and Data Science presso l'Università di Modena e Reggio Emilia, ha raccontato il suo percorso, dalla laurea in ingegneria informatica alla ricerca sull'intelligenza artificiale. Pur non avendo incontrato ostacoli significativi legati al genere, ha sottolineato l'importanza di continuare a lavorare per garantire pari opportunità.
Gianna Martinengo, imprenditrice e fondatrice dell'associazione Women&Tech, ha offerto una prospettiva sull'importanza dell'orientamento professionale. Ha evidenziato una recente diminuzione delle ragazze che scelgono informatica e ha sottolineato la necessità di un allineamento tra percorsi formativi e le reali esigenze del mercato del lavoro. L'imprenditrice ha inoltre aggiunto che, con l'avvento dell'intelligenza artificiale, le scienze sociali e umane acquisiscono un'importanza ancora maggiore.
Superare gli ostacoli nel mondo del lavoro
Una testimonianza particolarmente significativa è arrivata da un'architetta operante nel settore metalmeccanico. Ha descritto le disparità riscontrate fin dall'inizio della sua carriera, con un livello contrattuale e uno stipendio iniziali inferiori rispetto a un collega uomo con le sue stesse competenze. Ha inoltre indicato la maternità come un fattore che spesso limita le opportunità professionali femminili.
Valentina Cherubini, sindacalista e coordinatrice del coordinamento donne e politiche di genere della Cisl Asse del Po, ha lanciato un appello affinché le sindacaliste si adoperino attivamente per garantire un accesso equo al mondo del lavoro e per valorizzare il talento femminile come attore protagonista nei settori dell'innovazione scientifica e tecnologica. L'incontro si è concluso con l'intervento di Angela Alberti, coordinatrice donne e politiche di genere della Cisl Lombardia.