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Comunità riabilitativa psichiatrica a Mantova

Un gruppo di giovani utenti sta seguendo un percorso di recupero e reinserimento sociale presso la comunità psichiatrica riabilitativa ad alta assistenza di Mantova. La struttura, gestita da Asst Mantova, offre trattamenti a medio termine con l'obiettivo di favorire la risocializzazione e l'inserimento lavorativo.

Il programma prevede una permanenza massima di 18 mesi, durante i quali i partecipanti svolgono attività mirate al reinserimento nella società. Questo percorso segue le terapie intensive svolte presso il servizio di diagnosi e cura dell'ospedale Poma.

Progetti di reinserimento e artigianato

Domenica, alcuni di questi giovani presenteranno i loro progetti alla fiera del Broccante, che si terrà ai giardini di Palazzo Te. L'evento, aperto dalle 8 alle 17, vedrà la partecipazione degli utenti con un flash mob di teatro-danza previsto per le 15:30.

«Lavoriamo sull'integrazione con il mondo esterno per prepararci al passo più importante: interfacciarci con la società», spiega Silvia, una delle partecipanti. Attraverso mercatini, vendita di prodotti artigianali, teatro-danza e la gestione di una rubrica sui social di Asst, i giovani migliorano la loro autostima e si riconnettono con la comunità.

«Robe da matti»: storie e identità

Gli oggetti esposti, come collane, bracciali e quadri, insieme a performance artistiche, rappresentano l'essenza, la personalità e le esperienze vissute dai partecipanti. «Nell’ultimo periodo che passiamo alla Cra – racconta Silvia – lavoriamo sull’integrazione con il mondo esterno. Facciamo molte cose che anticipano il passo più importante, quello che permetterà di interfacciarci con esterno.»

Emma sottolinea l'importanza di questi appuntamenti per il percorso di reinserimento: «Siamo già a buon punto del percorso di reinserimento. Adesso siamo molto impegnate nell’organizzare l’appuntamento con la fiera del Broccante di domenica. Invito tutti a portarsi a casa uno dei nostri oggetti che contengono una parte di noi».

Ilary aggiunge: «Domenica alle 15.30 abbiamo riunito cinque menti per costruire un ideale di identità, la ricerca della nostra identità. Lo facciamo attraverso un flash mob di teatro-danza e con la voce di Isotta». La comunità, guidata dalla responsabile Roberta Larcinese, punta su un approccio terapeutico innovativo che integra il gruppo con la città, andando oltre le cure convenzionali.