A Leno è stato inaugurato il Punto Unico di Accesso (PUA) per un nuovo modello socio-sanitario integrato. Questo servizio mira a coordinare meglio le risorse sanitarie e assistenziali per i cittadini di 20 comuni della Bassa Bresciana.
Nuovo punto unico di accesso a Leno
È stato ufficialmente attivato presso la «Casa di comunità» di Leno il Punto Unico di Accesso (PUA). Questo rappresenta un passo fondamentale verso un modello integrato socio-sanitario. L'iniziativa nasce da una collaborazione tra l'Ambito 9 Bassa Bresciana Centrale e il Distretto Bassa Bresciana Centrale di Asst Garda. Si tratta del primo servizio di questo tipo nella provincia di Brescia.
Il PUA centralizza informazioni e servizi. Gli operatori avranno accesso a una banca dati condivisa. Questo permetterà di avere un quadro completo dei servizi disponibili. I cittadini dei 20 Comuni coinvolti riceveranno schede informative dettagliate. Queste saranno disponibili in diverse lingue, tra cui Arabo, Francese, Hindi, Inglese, Russo e Urdu. Gli Uffici dei Servizi Sociali saranno il punto di riferimento per queste informazioni.
Servizi accessibili e inclusivi
L'obiettivo è rendere i servizi il più accessibili possibile. È stato siglato un accordo con l'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (UICI) di Brescia e l'Ente Nazionale Sordi (ENS) di Brescia. Questo porterà a un modello di comunicazione inclusivo. Saranno disponibili contenuti in Lingua dei Segni Italiana (LIS). Verranno inoltre distribuiti materiali semplificati e font ad alta leggibilità. L'iniziativa prevede anche supporti digitali e social inclusivi.
Entro la fine dell'anno, altri servizi si trasferiranno a Leno. Attualmente operativi a Ghedi, ex sede dell'Ambito 9, il servizio tutela minori e quello di integrazione lavorativa verranno spostati. Al posto dei poliambulatori sorgerà un polo dedicato all'integrazione socio-sanitaria. Il centro psicosociale, l'ultimo reparto per acuti rimasto a Leno, sarà invece trasferito a Manerbio.
Una visione corale per la salute
«Prosegue il dettato di legge regionale», ha commentato Cristina Tedaldi, sindaco di Leno. L'obiettivo è integrare l'assistenza sanitaria con i servizi sociali. Questo è particolarmente importante per le persone con cronicità e fragilità. Si mira a realizzare una medicina territoriale più efficace. Il bisogno della persona è al centro di questa iniziativa.
Il lavoro di Rossella Goglioni, direttore del distretto Bassa Bresciana Centrale di Asst Garda, e Claudia Pedercini, direttore e responsabile dell'Ufficio di Piano di Ambito 9, è stato fondamentale. Entrambe hanno creduto fin dall'inizio nel progetto. Hanno sottolineato l'importanza di «smettere di pensare in maniera individuale, e intraprendere una visione corale».
Roberta Chiesa, direttore generale di Asst Garda, ha concluso: «L’integrazione tra servizi consente risposte più efficaci, tempestive e vicine ai cittadini. Ringrazio tutti i professionisti coinvolti che hanno sostenuto il progetto».