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L'assessore Meloni è accusata di aver riscritto la storia del Trasimeno per nascondere fallimenti nella gestione del PNRR. Melasecche (Lega) ribatte, puntando il dito contro decenni di amministrazione di sinistra.

Critiche sulla gestione dei fondi PNRR

L'assessore Simona Meloni ha rilasciato un'intervista. La sua ricostruzione dei fatti è stata definita mistificata. Il capogruppo regionale della Lega, Enrico Melasecche, ha criticato duramente l'assessore. Ha dichiarato che la sua versione dei fatti cerca di scaricare responsabilità. Tali responsabilità ricadrebbero invece su decenni di amministrazione di sinistra. Melasecche ha evidenziato le evidenti carenze dell'assessore.

Meloni continua a parlare di un'occasione persa legata al PNRR. Tuttavia, Melasecche ricorda un punto cruciale. L'Unione dei Comuni del Trasimeno, da sempre gestita da figure note, ha declinato la responsabilità. Non hanno voluto occuparsi di opere complesse del PNRR. Questo perché non sono riusciti a produrre un progetto in un decennio. Di conseguenza, non avrebbero potuto rispettare la scadenza di giugno 2026.

Questo fatto è politicamente decisivo. L'assessore sta cercando di nasconderlo. Sta costruendo una narrazione per assolvere se stessa e il suo schieramento politico. Invece di ammettere le proprie mancanze, cerca un capro espiatorio. Individua nella precedente Giunta regionale di centrodestra la colpa. La Giunta Tesei aveva promosso studi universitari. Questi studi erano volti a consentire il travaso dell'acqua di Montedoglio.

Responsabilità storiche e criticità stratificate

La Giunta Tesei aveva sollecitato tutti i comuni umbri. L'obiettivo era portare a termine obiettivi ambiziosi. Questi dovevano essere completati entro la data stabilita. La sinistra, che da sempre governa l'Unione dei Comuni del Trasimeno, non ha accolto l'invito. Pertanto, non può ora attribuire ad altri le proprie incapacità amministrative. Lo ha affermato Melasecche in una nota.

Per stessa ammissione di Simona Meloni, il piano stralcio del 2002 è rimasto in gran parte inattuato. Questo dato dimostra quanto sia strumentale cercare di attribuire la crisi del Trasimeno alla precedente amministrazione di centrodestra. Si tratta di criticità che si sono accumulate nel tempo. Richiedono un'analisi seria delle responsabilità. Non una ricostruzione artefatta. È comprensibile il forte nervosismo dell'assessore al Trasimeno. Si trova in difficoltà a causa di promesse facili e non mantenute.

Non basta lanciare accuse per nascondere le responsabilità di chi avrebbe dovuto programmare e realizzare gli interventi sul territorio. Per quanto riguarda i risultati dell'attuale Giunta, l'istituzione di un capitolo di bilancio e di un'unità operativa dedicata in due anni fa sorridere. Servono dati concreti, cronoprogrammi precisi, obiettivi verificabili e risultati tangibili. Da mesi chiedo all'assessore di comunicare ai residenti dell'area del Trasimeno quando vedremo erogati gli 800 litri al secondo da Montedoglio. A novembre, dopo due anni di Giunta Proietti, non c'è ancora nulla. Né un progetto, né un cantiere, né una data certa.

Mancanza di risultati concreti sul territorio

Questa situazione sta sconcertando molti elettori di sinistra. Iniziano a porsi domande serie. Lo stesso vale per le operazioni di dragaggio. Si attendono interventi di manutenzione, pulizia dei fossi e contrasto alle nuvole di chironomidi. Su quest'ultimo punto, Meloni ha ottenuto un risultato eclatante la scorsa estate. L'ipotesi di introdurre anguille per contrastare le larve, invece di usare prodotti chimici, non ha ricevuto alcuna risposta. I cittadini e gli operatori economici sono scettici. Dubitano dei problemi affrontati e delle soluzioni proposte. A fronte di un fallimento totale, hanno il diritto di conoscere le date dei prossimi interventi risolutivi.

Basta con le solite dichiarazioni piene di buone intenzioni. Lo ha affermato Melasecche. Riguardo alla proposta di una legge speciale e al confronto con le istituzioni europee, al momento si vedono solo video amicali. Questi mostrano brindisi e tavole imbandite. Le nuove proposte della sinistra includono la copertura di ampie aree con pannelli fotovoltaici galleggianti. Si parla anche di dissalazione.