Cronaca

Macherio: imputato per omicidio chiede giustizia riparativa

13 marzo 2026, 22:16 2 min di lettura
Macherio: imputato per omicidio chiede giustizia riparativa Immagine generata con AI Macherio
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Omicidio a Macherio: la richiesta dell'imputato

Si è aperto a Monza il processo a carico di Alexander Vilcherres Quilla, 34 anni, imputato per l'omicidio della sua ex compagna, Geraldine Nuñez Sanchez Yadana. L'uomo è accusato di omicidio volontario aggravato e atti persecutori. La vittima, 33enne, era fuggita dal Perù con i due figli per trovare rifugio in Brianza.

L'imputato, di nazionalità peruviana, ha chiesto di essere ammesso al percorso di giustizia riparativa. Questo strumento mira a favorire un dialogo tra autore del reato e vittima, mediato da esperti, con l'obiettivo di responsabilizzare l'accusato e ricostruire legami sociali. L'esito positivo di tale percorso potrebbe essere valutato dal giudice ai fini della pena.

I fatti: stalking e omicidio a Macherio

Secondo le accuse, Quilla avrebbe perseguitato la ex compagna, per poi ucciderla strangolandola a mani nude. Dopo il delitto, commesso a Macherio lo scorso luglio, l'uomo avrebbe pubblicato un selfie sul profilo della vittima con la dicitura «Verdadero amor», il «vero amore». La 33enne aveva lasciato il Perù per sfuggire ai maltrattamenti dell'ex, ma lui l'aveva raggiunta in Italia.

La vittima, madre di due figli di 17 e 13 anni rimasti orfani, lavorava come badante per mantenersi. L'uomo, detenuto, si è presentato in aula per la prima udienza. La gravità delle accuse lo esclude dalla possibilità di riti alternativi che prevedono sconti di pena, ma l'obiettivo della difesa è ottenere attenuanti.

Parti civili e prossimi passi del processo

Alla Corte di Assise di Monza si sono costituiti parti civili i due figli della vittima, la madre Juana e lo zio Andres, rappresentati dagli avvocati Serena Trope ed Ernesto Sarno. Essi chiedono un risarcimento dei danni subiti.

L'imputato aveva confessato il delitto durante l'interrogatorio, affermando di non volerla uccidere ma di amarla. I figli avevano dato l'allarme non vedendo rientrare la madre la sera del delitto. La prossima udienza è fissata per aprile, quando verrà discussa la richiesta di ammissione alla giustizia riparativa.

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