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Coldiretti Marche critica duramente un nuovo progetto per un grande impianto fotovoltaico a terra. L'organizzazione teme gravi ripercussioni sull'agricoltura locale e sul territorio.

Nuovo impianto fotovoltaico genera preoccupazione

Un imponente progetto di impianto fotovoltaico a terra sta suscitando forte opposizione. L'iniziativa prevede l'occupazione di circa 45 ettari di suolo agricolo. Questa decisione è considerata estremamente dannosa per un'area che basa la sua economia sull'agricoltura. Le produzioni di qualità e la vita rurale sono messe a rischio.

La proposta riguarda l'area di Porto Potenza, nel comune di Potenza Picena, provincia di Macerata. La realizzazione del vasto impianto su terreni coltivati preoccupa profondamente gli operatori del settore agricolo.

Priorità alle aree già compromesse

Coldiretti Marche suggerisce un approccio alternativo per lo sviluppo delle energie rinnovabili. Prima di sacrificare terreni fertili, l'organizzazione chiede di sfruttare appieno le superfici già impermeabilizzate. Si fa riferimento ai tetti di capannoni industriali e alle aree industriali dismesse. Queste zone rappresentano un potenziale significativo per l'installazione di pannelli solari.

La presidente di Coldiretti Marche, Maria Letizia Gardoni, ha espresso la sua ferma contrarietà. Ha definito l'intervento un possibile colpo al cuore dell'agricoltura locale. L'occupazione di suolo agricolo potrebbe compromettere in modo irreversibile il paesaggio agrario. Inoltre, sottrarrebbe superfici preziose alle aziende agricole del territorio.

Transizione energetica senza cancellare campi

L'organizzazione è favorevole alla transizione verso le energie rinnovabili. Tuttavia, non può accettare che questo avvenga a scapito di terreni fertili e produttivi. Viene invocato il buon senso per privilegiare lo sfruttamento dei tetti di capannoni industriali, magazzini agricoli, stalle e strutture artigianali. Anche tutte le aree già cementificate dovrebbero essere considerate.

Coldiretti ricorda che nelle Marche esiste ancora un enorme potenziale inutilizzato sulle coperture degli edifici produttivi e agricoli. Questo dimostra che è possibile promuovere le energie pulite senza intaccare le aree coltivate.

Impatto sul sistema rurale e mobilitazione

Il presidente della Federazione di Macerata, Francesco Fucili, ha aggiunto la sua preoccupazione. Sottrarre decine di ettari coltivati indebolirebbe l'intero sistema rurale della zona. Le ricadute sulle imprese agricole locali sarebbero significative. Queste aziende sono già messe a dura prova dall'aumento dei costi di produzione, dalle difficoltà climatiche e dalla crisi dei prezzi agricoli.

La richiesta alle istituzioni regionali e provinciali è chiara: fermare sul nascere questo progetto. Si teme che possa rappresentare uno scempio per la Valpotenza. In caso contrario, Coldiretti annuncia la disponibilità a mobilitarsi insieme agli agricoltori del territorio. La difesa del suolo agricolo e del sistema produttivo locale è una priorità.

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