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Il Presidente delle Marche, Francesco Acquaroli, ha dichiarato che non si dimetterà in seguito all'inchiesta sulla ricostruzione post-sisma. Ha ammesso un errore nella scelta del suo ex capo di gabinetto, ora indagato per corruzione.

Acquaroli esclude le dimissioni dopo l'inchiesta

Il Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, ha fermamente escluso l'ipotesi di dimissioni. La sua decisione arriva dopo l'avvio di un'indagine sulla ricostruzione post-terremoto. L'inchiesta ha portato all'arresto di Fabio Pistarelli, suo ex capo di gabinetto. Pistarelli è accusato di corruzione per ingerenza in alcuni appalti.

Acquaroli ha definito le dimissioni come «l'ingiustizia più grande» che potrebbe fare a se stesso, alla sua squadra e alla comunità. Ha sottolineato che lasciare l'incarico significherebbe confermare qualcosa di inesistente. La sua posizione è chiara: non intende cedere alle pressioni derivanti dall'indagine.

Errore nella scelta del collaboratore

Durante una conferenza stampa tenutasi a Corridonia, in provincia di Macerata, il Presidente ha affrontato la questione. L'incontro era stato convocato per fare il punto sulla ricostruzione, in concomitanza con il decennale del sisma. Acquaroli ha ammesso un errore di valutazione nella scelta del suo collaboratore. Ha dichiarato: «al di là di come finirà l'indagine, era chiaro che quella era stata una scelta che oggi ritengo non congrua. È stato un errore di valutazione».

Il Presidente ha cercato di distinguere la nomina di un collaboratore da una scelta politica. Ha spiegato che quando si sceglie una persona, si nutrono delle aspettative basate su ciò che si conosce. Non è possibile conoscere i pensieri più intimi di un individuo. Ha aggiunto: «Non è che stiamo nella testa delle persone: giudichiamo per quello che conosciamo».

Rapporto interrotto e amarezza

Francesco Acquaroli ha ricordato che il suo rapporto lavorativo con Fabio Pistarelli si era già interrotto in precedenza. Le ragioni erano legate a questioni professionali. La vicenda emersa dall'inchiesta lo ha lasciato «profondamente amareggiato». Ha espresso il suo dispiacere per gli sviluppi, sottolineando il suo impegno nella ricostruzione.

L'indagine mira a fare chiarezza su presunte irregolarità negli appalti legati alla ricostruzione. La figura di Pistarelli, ex stretto collaboratore di Acquaroli, è centrale nell'inchiesta. La Regione Marche si trova ora ad affrontare un momento delicato, con il suo Presidente che cerca di rassicurare sulla continuità del suo operato. La ricostruzione post-sisma rimane una priorità assoluta per il territorio.

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Chi è Fabio Pistarelli?
Fabio Pistarelli è l'ex capo di gabinetto del Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli. È stato arrestato nell'ambito di un'inchiesta sulla ricostruzione post-sisma con l'accusa di corruzione per ingerenza in alcuni appalti.

Cosa riguarda l'inchiesta sulla ricostruzione nelle Marche?
L'inchiesta riguarda presunte irregolarità e corruzione legate agli appalti per la ricostruzione degli edifici danneggiati dal terremoto nelle Marche. L'indagine ha portato all'arresto di Fabio Pistarelli, ex stretto collaboratore del Presidente Acquaroli.

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