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Le Giornate FAI d'Autunno celebrano il patrimonio culturale marchigiano con 43 aperture eccezionali in 29 località. L'evento, supportato da volontari e studenti, mira a valorizzare e conservare le bellezze artistiche e paesaggistiche della regione.

Tesori nascosti delle Marche si rivelano al pubblico

Il fine settimana del 10 e 11 ottobre segna il ritorno delle Giornate FAI d'Autunno. Questa iniziativa porterà all'attenzione del pubblico ben 43 luoghi di interesse culturale. Questi siti, solitamente inaccessibili, si trovano distribuiti in 29 comuni della regione. L'evento si avvale del prezioso contributo di oltre 350 volontari e 1.200 giovani apprendisti ciceroni. L'iniziativa coinvolge anche 50 istituti scolastici e 19 delegazioni FAI attive sul territorio.

Questa manifestazione, giunta alla sua 15ª edizione, va oltre i semplici numeri. Si conferma come un'opportunità unica per conoscere e riscoprire le meraviglie paesaggistiche, artistiche e artigianali marchigiane. Il FAI (Fondo Ambiente Italiano) si impegna attivamente per salvare, restaurare e conservare questi beni per le future generazioni. Parte delle attività include anche una raccolta fondi dedicata a questi scopi.

Aperture speciali tra storia e arte

Nella città di Macerata, sarà possibile visitare gli ex palazzi della Banca d'Italia. Questi edifici, a lungo inaccessibili, sono ora parte del patrimonio dell'Università locale, che ne ha curato il restauro. Sarà visitabile anche il piano terra di Palazzo dei Diamanti, con le sue distintive architetture rinascimentali. Palazzo Lazzarini aprirà le sue porte, mostrando la sala dei portavalori con un affresco del XVI secolo. Il piano nobile, arricchito da decorazioni ottocentesche, completa l'offerta.

A Tolentino, sempre in provincia di Macerata, riaprirà al pubblico il Cappellone di San Nicola. Questo luogo sacro, parte dell'omonima basilica (costruita tra il 1245 e il 1305), era rimasto chiuso per dieci anni a causa dei danni subiti dal sisma. Al suo interno si potrà ammirare uno straordinario ciclo di affreschi attribuito alla scuola di Pietro da Rimini, seguace di Giotto.

L'elenco delle aperture include anche il Convento dei Frati Cappuccini di Camerino, che nel 2028 celebrerà il 500° anniversario della sua fondazione. A Civitanova Marche, eccezionalmente visitabili saranno i giardini dell'Ex Casa dei Balilla, situati presso Villa Bruscantini, oggi una residenza privata.

Ville storiche e innovazione agricola

A Monte Roberto, in provincia di Ancona, sarà possibile ammirare Villa Salvati. Questa dimora storica ospita attualmente l'Istituto Tecnico e Professionale Agrario Serafino Salvati. Nel 1924, Serafino Salvati destinò il proprio patrimonio alla creazione di una scuola di agricoltura pratica. Oggi l'istituto è un'eccellenza formativa, grazie ai suoi 50 ettari coltivati. Questi includono vigneti, uliveti e serre dedicate alla sperimentazione idroponica, una tecnica di coltivazione senza suolo.

La villa, ricca di decorazioni e normalmente chiusa al pubblico, riapre dopo significativi restauri finanziati dal Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). A Ostra Vetere, sempre nel territorio anconetano, Palazzo Fornaroli sarà accessibile esclusivamente agli iscritti FAI. È possibile iscriversi anche sul posto. Il palazzo è dedicato all'omonimo pioniere della telefonia e conserva magnifici arredi e testimonianze della sua famiglia.

Residenze nobiliari e architetture rinascimentali

Nella città di Pesaro, aprirà le sue porte Villa Caprile. Edificata nel 1640 dal marchese Giovanni Mosca come residenza estiva, con i suoi giardini all'italiana, oggi ospita l'Istituto Superiore di Agraria. Nel corso dei secoli, la villa ha accolto illustri ospiti come Stendhal e Casanova. Sarà inoltre visitabile Palazzo Ducale, attuale sede della Prefettura di Pesaro, con la sua elegante facciata rinascimentale attribuita a Laurana.

Ad Ascoli Piceno, i visitatori potranno ammirare Palazzo Saladini Pilastri. Questo edificio nobiliare, tra i più vasti e scenografici della città, fu costruito nel Cinquecento. La sua particolarità risiede nell'integrazione con la Chiesa di Sant'Egidio, inglobando parti di un precedente monastero benedettino. L'architetto Luigi Poletti lo modificò nel 1848, conferendogli un'impronta monumentale e sobria, tipica di una reggia urbana. Dal 2022 è di proprietà del Comune e viene aperto al pubblico dopo un imponente intervento di restauro.

Infine, a San Benedetto del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, si potrà visitare la Capitaneria di Porto, che celebra quest'anno i 50 anni di servizio. In provincia di Fermo, è prevista una visita al borgo di Servigliano, un gioiello immerso nel verde della campagna marchigiana.