Consiglieri regionali criticano la gestione della nuova discarica nel Maceratese. Denunciano cambi di regole e chiedono trasparenza e rispetto per le comunità locali.
Nuova discarica nel Maceratese al centro delle polemiche
La questione della nuova discarica nella provincia di Macerata è al centro di un acceso dibattito politico. Consiglieri regionali di minoranza hanno espresso forte preoccupazione. Hanno manifestato solidarietà ai cittadini di Montefano, Pollenza e Loro Piceno. La scelta del sito, secondo loro, deve basarsi su valutazioni trasparenti. Non devono esserci imposizioni politiche arbitrarie.
I consiglieri Leonardo Catena, Valeria Mancinelli (del Pd) e Michele Caporossi (di Progetto Marche Vive) hanno tenuto una conferenza stampa. Hanno partecipato anche la sindaca di Montefano, Angela Barbieri, e altri amministratori locali. Hanno sottolineato il diritto delle comunità di essere informate. Vogliono conoscere le motivazioni dietro le decisioni che influenzano il loro territorio. Le loro preoccupazioni devono essere ascoltate con la dovuta considerazione.
Critiche ai cambi di regole e ai ritardi nella gestione
La provincia necessita di una soluzione sostenibile per la gestione dei rifiuti. Tuttavia, i consiglieri criticano i ritardi accumulati dal 2016. Questi ritardi, a loro dire, non giustificano il presidente Gentilucci e i sindaci di centrodestra. Li accusano di aver modificato le regole a fine percorso. Questo avrebbe portato a imporre una scelta senza spiegazioni tecniche valide. Un vero e proprio sopruso politico, aggravato da un atteggiamento arrogante.
È inaccettabile che, dopo anni di studi e rinvii, le regole per l'individuazione del sito siano state cambiate. Ciò è avvenuto nella fase conclusiva del processo. Il 6 maggio, l'assemblea dell'Ata ha introdotto criteri aggiuntivi. Questi nuovi criteri pesano per il 40% sul punteggio totale. Hanno ridotto al 60% il peso dei fattori precedentemente utilizzati. Questi ultimi erano basati sul lavoro dell'Università Politecnica delle Marche, seguendo le indicazioni dei sindaci.
Il 15 maggio è stata approvata una nuova graduatoria. Il risultato è stato uno stravolgimento completo. I siti precedentemente collocati nei comuni guidati dal centrosinistra sono passati da posizioni come la 4ª, 9ª, 15ª e 18ª alle prime quattro posizioni. Un cambiamento radicale che solleva molti interrogativi.
Richiesta di intervento regionale e poteri sostitutivi
Gli esponenti dell'opposizione hanno sollevato numerosi interrogativi. Hanno chiesto chiarimenti sui criteri e sui parametri utilizzati. Hanno ricordato che i comuni di Montefano e Pollenza hanno già impugnato le delibere dell'Ata. Saranno i giudici a pronunciarsi sulla legittimità di tali decisioni. La responsabilità politica, però, non può essere delegata a una sentenza.
I consiglieri chiedono alla Regione di fornire un resoconto sull'esito delle verifiche annunciate in Consiglio. Vogliono che vengano chiariti i rilievi sul procedimento in corso. Inoltre, sollecitano una valutazione sull'esercizio dei poteri sostitutivi. Questo dovrebbe avvenire qualora l'Ata non fosse in grado di garantire un percorso solido e tempestivo. L'ipotesi è quella di commissariare l'ente.
Non si tratta di spostare il problema da un comune all'altro. L'obiettivo è assicurare che una decisione così importante. Una decisione che influenzerà ambiente, salute e costi del servizio per anni. Deve essere presa sulla base di criteri motivati. Servono regole trasparenti e un profondo rispetto per tutte le comunità coinvolte nel processo decisionale.
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