Tre padri sono finiti in ospedale dopo un'aggressione sul lungolago di Maderno. L'episodio è scaturito dal furto di una cassa acustica ai danni della figlia di uno di loro. Le forze dell'ordine hanno identificato i giovani aggressori.
Aggressione sul lungolago di Maderno
Una serata di vacanza si è trasformata in un incubo per tre padri di circa cinquant'anni. Si trovavano a Maderno, sul Lago di Garda, con le loro famiglie. Un gruppo di giovanissimi li ha aggrediti violentemente. L'aggressione è avvenuta sul lungolago Zanardelli.
I tre uomini, originari di Lumezzane, Martinengo (BG) e Cremona, hanno riportato ferite significative. Sono stati medicati e dimessi con prognosi che vanno dai dieci ai venti giorni. L'origine della violenza risale a un furto subito da una delle figlie dei padri.
Il furto della cassa acustica
La figlia quattordicenne di uno dei padri ha contattato il genitore. La ragazza lamentava di essere stata derubata da una banda di coetanei. Le avrebbero sottratto una cassa acustica dalla borsetta. Il furto è avvenuto nei pressi di un locale sul lungolago. I padri, venuti a conoscenza dell'accaduto, hanno deciso di intervenire.
Hanno cercato di recuperare la refurtiva senza coinvolgere le autorità. L'intenzione era risolvere la questione rapidamente. Hanno individuato quelli che ritenevano essere i responsabili del furto. Si trattava di circa quattro o cinque adolescenti, di età compresa tra i 15 e i 16 anni.
La violenta reazione dei giovani
Quando i tre padri si sono avvicinati per chiedere la restituzione della cassa acustica, la situazione è degenerata. Inizialmente, sembrava che la questione si stesse risolvendo pacificamente, con la restituzione dell'oggetto rubato. Tuttavia, sul posto sono arrivati altri giovani per supportare i primi aggressori.
La situazione è rapidamente degenerata in violenza fisica. I tre adulti sono stati spintonati e insultati pesantemente. Hanno poi subito colpi ripetuti, con calci e pugni alla testa. Uno dei padri è caduto a terra. È stato colpito più volte al costato e alla schiena.
Minacce e intervento delle forze dell'ordine
Durante l'aggressione, i padri sono stati anche minacciati. Gli aggressori avrebbero pronunciato frasi come: «Sappiamo chi siete, abbiamo delle pistole». L'allarme al numero di emergenza 112 è stato dato da alcuni passanti. Sul luogo sono intervenuti i carabinieri e il personale sanitario.
Mentre gli aggressori si dileguavano, i soccorritori hanno prestato le prime cure ai tre uomini. Sono stati trasportati all'ospedale di Gavardo. Uno di loro ha trascorso la notte in osservazione. I medici hanno poi confermato prognosi tra i dieci e i venti giorni.
Identificazione degli aggressori
I militari della Stazione dei Carabinieri di Toscolano si sono subito attivati per le indagini. Hanno visionato le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti sul lungolago. Hanno raccolto le testimonianze di chi ha assistito all'aggressione. Queste attività investigative hanno permesso di identificare i giovani coinvolti.
Attualmente, le autorità stanno definendo la posizione di ciascun adolescente. Si sta cercando di ricostruire anche eventuali precedenti rapporti tra la ragazza derubata e il gruppo di giovani. L'episodio ha destato preoccupazione nella comunità locale.
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