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La Puglia registra il più alto tasso di sovraffollamento carcerario in Italia, con oltre 5300 detenuti a fronte di una capienza di 3000. Mancano inoltre numerosi agenti di polizia penitenziaria.

Criticità nelle carceri pugliesi

La situazione delle carceri in Puglia è drammatica. L'Organizzazione sindacale autonoma Polizia penitenziaria (Osapp) ha diffuso dati allarmanti a fine settembre. Le strutture ospitano circa 5300 persone, superando di gran lunga la capienza regolamentare di circa 3000 posti. Questo dato posiziona la regione come la più sovraffollata d'Italia.

Il carcere di Foggia presenta 681 detenuti rispetto ai 364 previsti. Il sovraffollamento raggiunge il 221,82%. Anche le carceri di Lucera e San Severo mostrano criticità. A Lucera ci sono 187 detenuti per una capienza di 135. A San Severo, i detenuti sono 91 a fronte dei 61 previsti.

Campagna 'Operazione Verità'

I rappresentanti sindacali dell'Osapp, guidati dal segretario generale aggiunto Pasquale Montesano, hanno intrapreso un tour nelle carceri pugliesi. L'iniziativa, chiamata 'Operazione Verità', mira a portare alla luce le condizioni critiche degli istituti penitenziari. L'operazione è iniziata a Taranto e si sta estendendo ad altre province, inclusa Foggia.

Montesano ha dichiarato: «L'operazione verità è un progetto iniziato una ventina di giorni fa da Taranto e che stiamo portando avanti anche a Foggia». Ha poi sottolineato la gravità della situazione in Puglia: «La Puglia oggi risulta essere la regione più sovraffollata d'Italia con la presenza di circa 5300 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di circa 3000 detenuti».

Carenza di personale e richieste

Oltre al sovraffollamento, emerge una grave carenza di personale. A Foggia, operano 221 agenti più 38 addetti al nucleo traduzioni. La pianta organica prevede invece 244 agenti e 56 addetti al nucleo. Questo squilibrio rende difficile la gestione della sicurezza e il mantenimento dell'ordine all'interno delle strutture.

I sindacati chiedono interventi urgenti. Montesano ha lanciato un appello alle istituzioni: «L'amministrazione, la politica, il Dipartimento amministrazione penitenziaria (Dap), la Presidenza del Consiglio dei ministri, il ministro Nordio, il sottosegretario Balboni devono metterci nelle condizioni di tutelare quello che succede all'interno degli istituti». Le problematiche includono aggressioni al personale, introduzione di stupefacenti e telefoni cellulari.

«Diciamo basta a questo sistema che purtroppo non funziona», ha concluso Montesano, evidenziando la necessità di un cambio di rotta per garantire la sicurezza e la dignità sia dei detenuti che del personale penitenziario. La situazione richiede un'attenzione immediata da parte delle autorità competenti per affrontare le cause profonde del sovraffollamento e della carenza di risorse.

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