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Una giornalista riapre il caso sulla sparizione dello scienziato Ettore Majorana, proponendo una nuova teoria basata su decenni di indagini e testimonianze locali.

Nuove piste sulla scomparsa di Ettore Majorana

La giornalista Anna Maria Turi ha dedicato anni alla ricerca di risposte sulla misteriosa scomparsa dello scienziato Ettore Majorana. Il suo lavoro culmina nel libro "Ettore Majorana. Dal silenzio alla nuda terra".

L'indagine è partita da una conversazione avvenuta nella primavera del 1987 a Viareggio. Il libraio Renato Marmolino confidò a Turi una teoria sorprendente.

Marmolino sosteneva che Majorana non fosse scomparso, ma avesse scelto una vita religiosa. Secondo lui, lo scienziato viveva in un convento nei pressi di Viareggio.

Questa rivelazione ha acceso l'interesse di Turi per l'enigma. Ha quindi intrapreso un lungo percorso di indagine.

Il suo libro, edito da Edizioni Segno, raccoglie le scoperte fatte in decenni di lavoro.

Le ipotesi sulla sparizione di Majorana

Le ultime informazioni certe su Ettore Majorana risalgono al 26 marzo 1938. All'epoca, era considerato un genio eccezionale dai suoi colleghi accademici.

Dopo quella data, di lui si persero le tracce. Nel corso degli anni sono emerse molteplici teorie sulla sua sorte.

Alcuni hanno ipotizzato un suicidio o un omicidio. Altri hanno pensato a una fuga in Sud America o persino in Germania.

In quest'ultimo caso, si ipotizzava un suo coinvolgimento in studi sull'energia nucleare per conto dei nazisti.

Ciò che è certo è che Majorana era una figura complessa. Alcuni lo descrivevano come "strano".

Scomparve a soli 31 anni, dopo aver inviato lettere con toni cupi.

La teoria della vita monastica

Partendo dalla testimonianza di Marmolino, Turi ha riletto la vicenda di Majorana. Ha utilizzato fonti locali per la sua ricostruzione.

Secondo la testimonianza di Salvatore Ingrosso, un farmacista di Lucca, Majorana si sarebbe ritirato in un luogo specifico. Ingrosso era in contatto con religiosi per motivi professionali.

La destinazione sarebbe stata la Certosa di Farneta, in Toscana. Qui, Majorana avrebbe trascorso gli ultimi quarantanove anni della sua vita.

La sua morte sarebbe avvenuta proprio in quel luogo, molti anni dopo la sua sparizione ufficiale.

Tuttavia, i monaci della Certosa non hanno mai confermato questa versione.

Hanno mantenuto un atteggiamento di assoluto riserbo, un vero "muro di silenzio".

Le ricerche future sugli scritti di Majorana

La giornalista ipotizza che Majorana, dopo un periodo in Argentina, abbia vissuto nella Certosa.

Lì avrebbe adottato il nome di fratel Bruno. Avrebbe assunto il ruolo di bibliotecario.

Durante la sua permanenza, avrebbe continuato le sue ricerche scientifiche in segreto.

Proprio per questo, Turi lancia un appello. Invita a intraprendere una nuova e cruciale indagine.

Si tratta della ricerca degli scritti inediti di Majorana. Questi potrebbero essere ancora nascosti e non ancora resi pubblici.

Il libro di Anna Maria Turi offre nuove prospettive su uno dei più grandi enigmi della scienza italiana.

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