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A Poppi si terrà un'assemblea pubblica per discutere il progetto di asfaltatura del Pratomagno. L'evento, organizzato da Casentino Antifascista e il Collettivo Bujanov, mira a sensibilizzare la cittadinanza sulle implicazioni ambientali ed economiche dell'intervento.

Assemblea pubblica: il futuro del Pratomagno

Sabato 28 marzo si svolgerà a Poppi un'importante assemblea pubblica. L'incontro è stato promosso da Casentino Antifascista e dal Collettivo Bujanov. Il tema centrale sarà il progetto di asfaltatura del crinale del Pratomagno. L'evento si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione per la salvaguardia delle aree montane.

La riunione è stata intitolata «Le montagne sono sotto assedio: quali prospettive?». Questo titolo sottolinea la gravità della situazione. Gli organizzatori intendono aprire un dibattito aperto. Si discuteranno le possibili conseguenze dell'intervento. L'obiettivo è informare e mobilitare la cittadinanza. La partecipazione è aperta a tutti i residenti e agli interessati.

Il programma della giornata prevede diversi momenti. Alle ore 16:30 avrà inizio l'assemblea pubblica vera e propria. Successivamente, alle 19:30, è prevista una «pasciutta antifascista». La serata si concluderà alle 20:30 con «canzoni, letture, chiacchiere su Jacopo Bordoni e Altre Storie». Questo momento culturale sarà curato da P. Lanini & Quota Parte, R. Zuccari, S. Brunocilla e E. Gangi.

Il progetto di asfaltatura: origini e critiche

Gli organizzatori hanno fornito dettagli sul progetto. Nel 2021, la Giunta Regionale della Toscana, guidata da Giani, stanziò fondi significativi. Si trattava di quasi 2 milioni di euro. Questi fondi erano destinati a interventi di «riqualificazione» della strada di crinale del Pratomagno. La strada in questione collega il Rifugio Secchieta al versante del Valdarno. Un punto chiave è il cosiddetto «traforetto».

Questa arteria stradale attraversa un'area di notevole pregio naturalistico. È una zona protetta sia a livello nazionale che europeo. Gli interventi previsti furono approvati nel 2022. I comuni interessati sono Loro Ciuffenna, Castel San Niccolò e Montemignaio. L'approvazione avvenne in un clima di scarsa trasparenza. La popolazione locale non fu minimamente coinvolta nel processo decisionale. Questo aspetto è stato fortemente criticato dagli attivisti.

Il progetto iniziale prevedeva un'asfaltatura completa. Si trattava di oltre 12 chilometri di strada bianca di crinale. Le motivazioni ufficiali parlavano di «ripristino, messa in sicurezza e manutenzione». Tuttavia, gli organizzatori contestano queste finalità. Essi ritengono che le vere ragioni siano di natura economica e logistica. L'obiettivo sarebbe la funzionalizzazione della montagna a interessi economici più ampi.

Le presunte finalità secondarie includono l'incremento del turismo. Si ipotizza anche la creazione di nuove strutture ricettive. Non si escludono sviluppi nell'industria energetica e del legname. L'ampliamento di strutture di telecomunicazioni è un altro aspetto sollevato. Queste prospettive, secondo gli oppositori, non giustificano un progetto così impattante. L'impatto su specie naturali e animali sarebbe devastante e irreparabile. Inoltre, l'utilità per gli abitanti locali sarebbe nulla o addirittura dannosa.

La mobilitazione cittadina contro la speculazione

Il contesto attuale è caratterizzato da una crisi economica globale. La cosiddetta «crescita» rallenta. Le possibilità di sfruttamento delle valli e dei centri urbani si riducono. Di conseguenza, le aree montane e selvatiche diventano nuovi obiettivi per la speculazione. Questo fenomeno, secondo gli organizzatori, è accelerato dalla situazione geopolitica mondiale. La «Terza Guerra Mondiale» e la corsa al riarmo sono citate come fattori aggravanti.

Sin dall'inizio del 2024, un gruppo di cittadini e attivisti si è mobilitato. Provenienti dalle due vallate, hanno unito le forze. La loro spinta è la difesa autentica della natura. Hanno deciso di contrastare radicalmente il progetto di asfaltatura. Hanno promosso diverse iniziative. Tra queste, assemblee pubbliche e manifestazioni. Hanno anche lanciato campagne mediatiche. Inoltre, hanno offerto supporto a un gruppo di tecnici. Questi ultimi hanno sollevato questioni di rispetto dei vincoli ambientali a livello amministrativo.

La lotta intrapresa ha portato a risultati concreti. Gli attivisti si dicono orgogliosi dei traguardi raggiunti. Tuttavia, sottolineano che non sono ancora soddisfatti. Il 21 ottobre 2025, poco dopo le elezioni regionali, il progetto è stato approvato. La versione approvata è stata ridotta. L'estensione dell'asfaltatura è ora di 3 chilometri. Sono state anche prescritte opere di mitigazione. Questo rappresenta un successo parziale per il movimento di protesta.

La Regione Toscana ha dovuto rivedere la sua posizione iniziale. Anche gli enti locali hanno dovuto correggere la loro «spavalderia» originaria. Nonostante la riduzione del progetto, rimane un nodo politico fondamentale. La visione che ne sostiene le finalità e i contorni deve essere affrontata alla radice. Non sono ammesse mediazioni o rinvii. Gli attivisti pongono domande cruciali. Quali interessi si celano dietro questi interventi? Cosa rappresentano le montagne per il sistema capitalistico attuale? Perché si avverte una sensazione di assedio? Cosa difendono gli abitanti delle aree periferiche?

Prospettive future e invito alla partecipazione

L'assemblea del 28 marzo a Poppi vuole essere un momento di riflessione collettiva. Si vuole fare il punto sullo stato attuale del progetto. Si cercherà di capire insieme come proseguire la mobilitazione. L'obiettivo è mantenere una prospettiva generale e complessiva. Il problema dell'asfaltatura del Pratomagno non è isolato. Viene collegato ad altre problematiche ambientali e territoriali.

Si citano le Alpi Apuane, deformate dall'industria estrattiva. Si menzionano il Mugello e il Monte Amiata, soggiogati a interessi industriali-energetici. Si parla della Montagna Pistoiese, destinata all'industria del divertimento invernale. Non vengono dimenticate le nuove basi militari nel Parco di Migliarino-San Rossore a Coltano. L'orizzonte si allarga ulteriormente. Si guarda alla Val di Susa, a Cortina, allo Stretto di Messina. L'intento è mostrare come la speculazione territoriale sia un fenomeno diffuso.

L'invito è esteso a tutta la cittadinanza. La partecipazione è fondamentale per rafforzare il movimento. La difesa del territorio richiede un impegno collettivo e consapevole. L'assemblea sarà un'occasione per condividere informazioni. Sarà anche un momento per elaborare strategie future. La consapevolezza dei cittadini è l'arma più potente contro progetti insensati. La mobilitazione continuerà con determinazione.

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