Il Comune di Lonigo ha finalmente vinto una lunga causa legale durata 26 anni, riguardante la ristrutturazione di una scuola elementare. La sentenza finale è arrivata dalla Cassazione, chiudendo un contenzioso iniziato nel 2000.
La lunga battaglia legale per la scuola elementare
Sono trascorsi 26 anni prima che il Comune di Lonigo potesse celebrare la vittoria in una complessa vertenza legale. Al centro della disputa vi era la ristrutturazione di una scuola elementare cittadina. La vicenda ha avuto inizio nel 2000, quando l'amministrazione comunale, guidata all'epoca dal sindaco Giuseppe Boschetto, stipulò un contratto d'appalto. L'accordo prevedeva lavori di ristrutturazione per un valore di 100 milioni di lire con l'impresa Soeco srl.
Successivamente, venne siglato un secondo accordo. Questo riguardava la realizzazione di un impianto antincendio nello stesso edificio scolastico. Il costo di questo secondo intervento era di 56 milioni di lire. Mentre il contenzioso relativo all'impianto antincendio si risolse rapidamente a favore dell'impresa, la questione della ristrutturazione si trasformò in una lunga battaglia giudiziaria.
Fallimento ditta e contestazioni sui lavori
I lavori di ristrutturazione della scuola elementare vennero completati. Tuttavia, prima che potesse avvenire il collaudo ufficiale, l'impresa Soeco srl dichiarò fallimento. L'amministrazione comunale di Lonigo sollevò numerose contestazioni riguardo l'opera. Vennero segnalati ritardi nell'esecuzione dei lavori. Si evidenziò inoltre che le opere non erano state completate secondo le specifiche. Soprattutto, furono riscontrati diversi difetti costruttivi.
A seguito di queste problematiche, il Comune decise di non saldare l'importo dovuto all'impresa. Il curatore fallimentare della Soeco srl, dopo un lungo periodo di trattative infruttuose, avviò una causa civile. L'obiettivo era ottenere il pagamento di una somma che, nel frattempo, era cresciuta a poco più di 50 mila euro, oltre all'IVA.
Sentenze e ricorsi: il percorso giudiziario
Nel 2015, ben 15 anni dopo la firma del contratto iniziale, il Tribunale di Vicenza emise la sua sentenza. La corte stabilì che l'impresa aveva diritto al pagamento per l'impianto antincendio. Tuttavia, non riconobbe il diritto al pagamento per la ristrutturazione. Questa decisione si basò su una consulenza tecnica disposta dal giudice. La stessa sentenza accertò che il credito vantato dal Comune per i vizi strutturali e le penali per i ritardi superava la somma che il municipio avrebbe dovuto corrispondere in caso di soccombenza.
La curatela fallimentare non si arrese e presentò ricorso in Appello. Nel 2019, la Corte d'Appello di Venezia confermò integralmente la sentenza di primo grado. La decisione del tribunale di Vicenza fu quindi convalidata.
La Cassazione chiude il caso dopo 26 anni
La vicenda giudiziaria giunse così fino alla Corte di Cassazione. Il fallimento della Soeco srl, rappresentato dall'avvocato Andrea Giacomelli, presentò un ulteriore ricorso. La difesa sostenne che il fallimento era intervenuto dopo la conclusione dei lavori e prima del collaudo. Si contestava inoltre l'erroneità della pronuncia della Corte d'Appello. Il Comune di Lonigo, difeso dall'avvocato Alessandra Capuano Branca, si oppose al ricorso.
La prima sezione civile della Suprema Corte, presieduta dal giudice Abete, ha emesso la decisione finale. Il ricorso della curatela è stato rigettato. Di conseguenza, la curatela è stata condannata a versare 6.700 euro di spese legali al Comune di Lonigo. Questo verdetto ha posto fine a una vicenda legale durata ben 26 anni.
La giustizia ha i suoi tempi
Nel frattempo, i lavori di ristrutturazione della scuola elementare di Lonigo sono stati definitivamente completati. Sono stati eseguiti anche ulteriori interventi di manutenzione e miglioramento. Gli studenti che hanno frequentato quell'edificio scolastico negli anni sono oggi professionisti affermati, molti dei quali sono a loro volta genitori. La lunga durata del processo giudiziario sottolinea come i tempi della giustizia possano essere estremamente lunghi.