A Longiano, durante i lavori di ripristino del giardino pubblico Bianchi, sono emersi resti di un antico palazzo nobiliare del Cinquecento. Il ritrovamento, avvenuto dopo un'alluvione che aveva creato una voragine, ha portato alla luce una scala e locali cantina di notevole valore storico.
Scoperta Storica nel Giardino Pubblico di Longiano
I lavori di sistemazione nel giardino Bianchi, situato in via Porta del Girone, hanno riservato una sorpresa inaspettata. L'area verde comunale, già teatro di una voragine due anni fa a causa di un'alluvione, ha rivelato la presenza di una scala di 20 gradini e di locali adibiti a cantina. Questi elementi appartengono a un edificio del Cinquecento.
Il ritrovamento è avvenuto durante le operazioni di recupero e messa in sicurezza del giardino. La scoperta ha immediatamente suscitato l'interesse delle autorità locali e della Soprintendenza. Le indagini preliminari hanno confermato l'antichità dei resti rinvenuti.
L'amministrazione comunale ha deciso di investire ulteriori risorse per valorizzare questo sito archeologico. Un gazebo trasparente permetterà ai visitatori di ammirare la scala e la grotta. Questi elementi storici rimarranno visibili, seppur protetti.
Il Palazzo Nobiliare dei Manzi e dei Bianchi
L'edificio i cui resti sono stati scoperti sorgeva dove oggi si trova il giardino pubblico. Si trattava del palazzo Bianchi-Manzi, una dimora nobiliare di notevoli dimensioni. La struttura, edificata in mattoni, si sviluppava su due piani fuori terra.
Presentava un imponente portale d'accesso ad arco. La sua conformazione seguiva l'andamento della strada in salita. Nella parte affacciata su via Porta del Girone, l'edificio si estendeva per tre piani, con accesso diretto dalla via.
Al piano terra erano situati i locali di servizio. Il piano nobile, destinato alle residenze principali, si trovava al primo piano. Questo livello ospitava vani di grande altezza. Un terzo piano era infine adibito a camere per gli ospiti o il personale.
La parte posteriore dell'edificio era costruita direttamente sulla cinta muraria del castello di Longiano. Questa posizione strategica sottolineava l'importanza e la storicità della dimora.
La Famiglia Manzi e il Ruolo Storico
La proprietà originaria del palazzo apparteneva alla nobile famiglia dei conti Manzi. Questa casata vantava una lunga storia e un notevole prestigio nella regione. Tra i membri più illustri della famiglia spicca monsignor Francesco Maria Manzi.
Nato a Longiano nel 1694, monsignor Manzi ebbe una carriera ecclesiastica di rilievo. Fu arcivescovo e ricoprì la carica di Pro-legato del Papa ad Avignone. La sua figura rappresenta un importante legame tra la nobiltà locale e le alte sfere ecclesiastiche.
La famiglia Manzi possedette il grande palazzo per diversi secoli. La loro presenza ha segnato la storia di Longiano, contribuendo al suo patrimonio culturale e architettonico. La dimora nobiliare era un simbolo del potere e dell'influenza della famiglia.
Il Passaggio ai Bianchi e la Distruzione
Successivamente alla famiglia Manzi, la proprietà del palazzo passò alla famiglia Bianchi. Si trattava di due fratelli, fotografi di professione. Essi trasformarono la dimora in un luogo di residenza per numerose famiglie.
Il palazzo ospitava ben 11 famiglie. La sua posizione, in cima al borgo storico e vicino alla caserma dei Carabinieri, lo rese un obiettivo durante la Seconda Guerra Mondiale. Nell'estate del 1944, l'edificio fu pesantemente bombardato.
I danni subiti furono ingenti. Negli anni '60, i resti del palazzo vennero demoliti. Al loro posto, il Comune decise di creare un'area verde pubblica, il giardino che oggi porta il nome Bianchi.
Il Ritrovamento Post-Alluvione
Due anni fa, nel maggio del 2024, una violenta alluvione colpì la zona. L'evento atmosferico causò l'apertura di un cratere nel giardino pubblico, portando alla sua chiusura. La voragine evidenziò la fragilità del terreno e la necessità di interventi di ripristino.
Successivamente, si decise di procedere al recupero del giardino. Furono stanziati 100mila euro provenienti dai Fondi Pnrr dedicati all'emergenza alluvione. Durante i lavori di sistemazione, emersero i primi resti significativi.
Sotto il livello del terreno, affiorarono 5-6 scalini. Questi indizi portarono l'amministrazione comunale a coinvolgere la Soprintendenza. Gli esperti effettuarono sopralluoghi approfonditi.
La Soprintendenza attribuì i resti a un edificio risalente al Cinquecento. Il ritrovamento di una scala di 20 gradini e di locali cantina confermò l'ipotesi. Si trattava di una parte integrante di un'antica struttura nobiliare.
Valorizzazione del Patrimonio Storico
Di fronte a questa eccezionale scoperta, il Comune di Longiano ha preso decisioni importanti. È stato deciso di destinare ulteriori 50mila euro dal proprio bilancio. Questi fondi serviranno per la realizzazione di un gazebo in vetro trasparente.
La struttura coprirà l'area del ritrovamento. Permetterà ai cittadini e ai visitatori di ammirare la scala e la grotta. Questi elementi storici rimarranno visibili, ma protetti dall'accesso diretto.
La ditta incaricata dei lavori è la Antonini di Sarsina. La direttrice dei lavori è Giovanna Giuccioli. La professionista ha già maturato esperienza nel recupero di grotte ipogee, come quelle di Santarcangelo di Romagna.
Le Dichiarazioni del Sindaco
Il sindaco di Longiano, Mauro Graziano, ha commentato con entusiasmo il ritrovamento. «Un intervento atteso e ancora più significativo alla luce di quanto emerso lo scorso anno», ha dichiarato.
«Un ritrovamento di grande valore storico e culturale», ha aggiunto il primo cittadino. «È emerso nel corso delle operazioni di restauro della cavità ipogea presso il giardino ex palazzo Bianchi».
«Gli scavi hanno portato alla luce l'ingresso alle antiche cantine di un palazzo nobiliare appartenuto al conte Manzi», ha specificato il sindaco. «Continueremo a lavorare con attenzione per valorizzare e preservare questo patrimonio».
«Il nostro obiettivo è renderlo accessibile a tutta la cittadinanza», ha concluso Mauro Graziano. La scoperta rappresenta un'opportunità unica per la promozione turistica e culturale di Longiano.