Cronaca

Lonate Pozzolo: arrestato il terzo rapinatore

13 marzo 2026, 22:34 2 min di lettura
Lonate Pozzolo: arrestato il terzo rapinatore Immagine generata con AI Lonate pozzolo
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Cattura del terzo complice a Lonate Pozzolo

Le forze dell'ordine hanno concluso la ricerca del terzo individuo coinvolto in una violenta tentata rapina avvenuta il 14 gennaio a Lonate Pozzolo. L'uomo, un 47enne con precedenti penali, è stato rintracciato e arrestato in un campo nomadi nel Torinese.

L'arresto segna un punto fermo nelle indagini relative all'episodio che aveva turbato la tranquillità della cittadina. L'operazione ha permesso di identificare e assicurare alla giustizia tutti i presunti responsabili dell'assalto.

La tragica rapina in villa

La vicenda risale alla notte del 14 gennaio, quando un gruppo di malviventi fece irruzione in un'abitazione di Lonate Pozzolo. Durante il tentativo di furto, il proprietario di casa, sorpreso dall'aggressione, reagì per difendersi.

La colluttazione che ne seguì ebbe esiti fatali per uno dei rapinatori, Adamo Massa, 33 anni. L'uomo perse la vita a seguito dello scontro con il residente.

Indagini e arresti

Subito dopo l'evento, le indagini dei Carabinieri portarono alla rapida identificazione e al fermo del figlio della vittima, Rayan Massa, 18enne, anch'egli parte della banda. Un altro complice, però, era riuscito a sfuggire alla cattura.

Le ricerche sono proseguite senza sosta, culminando ora con l'arresto del 47enne, già sottoposto agli arresti domiciliari per un altro reato. L'uomo è stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare.

La comunità e la legittima difesa

La comunità di Lonate Pozzolo, profondamente scossa dall'accaduto, manifesta ora un senso di sollievo per la risoluzione del caso. Tutti i soggetti ritenuti coinvolti nella tentata rapina sono stati individuati.

Il proprietario di casa, Jonathan Rivolta, ricercatore universitario di 33 anni, non risulta indagato. È considerato la persona offesa nel procedimento aperto per tentata rapina. La sua azione è stata inquadrata nell'ambito della legittima difesa, dato che temeva per la propria incolumità.

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