Riflessioni pre-partita: Champions o lettura?
Lodi, 21 marzo 2026. Poco prima del fischio d'inizio dell'ottavo di finale di ritorno di Champions League tra Bayern Monaco e Atalanta, il professor Caudano si trova di fronte a un dilemma. Due pulsioni contrastanti animano il suo animo: da un lato, l'irrinunciabile legame con la squadra nerazzurra, specialmente in una competizione prestigiosa come la Champions League, dove l'Atalanta ha raggiunto traguardi inimmaginabili prima dell'era Gasperini.
Dall'altro lato, la vocazione dell'uomo di lettere, che riconosce l'importanza di dedicare tempo alla lettura. Un monito dantesco dal Purgatorio, «Ché perder tempo a chi più sa più spiace», risuona nella sua mente, suggerendo una diversa priorità.
Il cuore del tifoso contro la ragione del letterato
Nonostante la tentazione di dedicarsi ai libri, la passione per l'Atalanta prevale. Il professore ricorda le innumerevoli partite seguite con devozione, anche quelle disputate in stagioni anonime su campi secondari, da Monopoli ad Acireale, da Nocera a Portogruaro.
Perché non dedicare un po' di attenzione anche a un match di tale levatura, giocato in un'iconica arena come l'Allianz Arena di Monaco? La trasferta in terra di Baviera rappresenta un'occasione unica, un'astronave rossa e luminescente che atterra nel cuore della Germania.
L'amore incondizionato per la squadra
Il professor Caudano conclude la sua riflessione con una metafora potente: «Il tifoso è servo d’amore». Questo sentimento, radicato nelle leggi dell'amor cortese medievale e nell'elegia latina, impone un amore costante e incondizionato per l'amata, anche di fronte alle avversità o alla crudeltà del destino.
In questo spirito, la scelta di seguire l'Atalanta, indipendentemente dall'esito della partita, diventa un atto di fedeltà e passione, un modo per celebrare l'identità sportiva che lega il tifoso alla sua squadra.
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