Cronaca

Passerella crollata sull'Adda: detriti causano rischio idraulico

10 marzo 2026, 16:30 2 min di lettura
Passerella crollata sull'Adda: detriti causano rischio idraulico Stemma del Comune Lodi
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Rischio idraulico per detriti nell'Adda

L'Agenzia Interregionale per il Fiume Po (Aipo) ha inoltrato una richiesta urgente alle Procure di Lodi e Cremona. L'obiettivo è ottenere il permesso di rimuovere i detriti della passerella ciclopedonale crollata nel fiume Adda. La struttura, attualmente sotto sequestro, sta ostruendo il normale deflusso delle acque.

L'intervento si rende necessario per scongiurare un potenziale rischio idraulico, specialmente in vista dell'avvicinarsi della stagione delle piene primaverili. I resti della passerella rappresentano un ostacolo significativo al flusso del fiume.

L'Aipo ha trasmesso alle Procure, e per conoscenza alle Province competenti, una domanda formale per accedere alle aree sotto sequestro. L'autorizzazione permetterà di procedere alla rimozione dei materiali precipitati nell'alveo.

È stato predisposto un piano operativo dettagliato dall'impresa Appalti e Servizi Srl, con il parere favorevole della Direzione lavori. Il piano prevede un intervento rapido, della durata di circa tre giorni, utilizzando un'autogru posizionata in golena.

Le operazioni di rimozione inizieranno dalla sponda sinistra del fiume, in territorio di Cremona, per poi spostarsi sulla sponda destra, nel Lodigiano. Il piano assicura che le attività non comporteranno interruzioni del traffico sul ponte e sulla strada provinciale 196.

I materiali recuperati dall'alveo saranno stoccati temporaneamente in aree designate su entrambe le sponde. Anche queste zone di stoccaggio saranno sottoposte a sequestro per eventuali accertamenti tecnici nell'ambito delle indagini in corso.

L'avvio dei lavori è strettamente condizionato all'ottenimento dell'autorizzazione da parte delle Procure. Una volta concesso il via libera, l'intervento potrà iniziare senza ulteriori indugi.

La passerella ciclopedonale, parte della ciclovia turistica Vento, ha subito una serie di crolli ravvicinati a partire dal 13 febbraio 2026. L'ultimo cedimento, il quarto, è avvenuto il 1° marzo, con un'ulteriore porzione della struttura che è precipitata nel fiume.

L'infrastruttura, costata circa quattro milioni di euro di fondi pubblici, non è mai entrata in funzione poiché ancora in fase di collaudo. Attualmente è al centro di verifiche tecniche e di un'indagine giudiziaria per accertare le responsabilità legate alla sua progettazione, realizzazione e sicurezza.

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