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L'ASST di Lodi ha raggiunto importanti traguardi nella donazione di organi nel 2025, con 386 prelievi di cornee e l'innovativo prelievo di polmone a cuore fermo. Questi successi dimostrano l'eccellenza organizzativa e la crescente cultura del dono.

Successi nella donazione di organi e tessuti

L'Azienda Socio Sanitaria Territoriale (ASST) di Lodi ha registrato risultati notevoli nell'ambito della donazione di organi e tessuti nel corso del 2025. Questi dati emergono in vista della Giornata Nazionale per la Donazione di Organi e Tessuti, fissata per il prossimo 19 aprile. L'attività del Coordinamento Ospedaliero di Procurement (Cop) ha evidenziato un impegno costante e un'organizzazione efficiente.

Sono state prelevate ben 386 cornee, un numero significativo che offre una nuova speranza a molti pazienti. Oltre a ciò, sono state completate con successo due donazioni multiorgano. Queste procedure complesse hanno permesso il trapianto di organi vitali come il fegato e il rene. Non solo organi, ma anche tessuti hanno beneficiato di questa generosità.

Questi risultati non sono frutto del caso, ma rappresentano il culmine di un percorso di crescita e di miglioramento continuo dei processi interni all'ASST. L'impegno del personale sanitario e la collaborazione tra i diversi reparti sono stati fondamentali per raggiungere tali obiettivi. La cultura del dono continua a diffondersi nel territorio lodigiano.

Nuove frontiere: il prelievo di polmone a cuore fermo

Una delle sfide più significative e innovative affrontate e superate dall'ASST di Lodi riguarda il prelievo di polmone a cuore fermo. Questa procedura, nota anche come Donation after Circulatory Death (DCD), rappresenta un avanzamento clinico di grande importanza. L'Ospedale Maggiore di Lodi ha implementato con successo il protocollo necessario per questo tipo di prelievo.

Nel corso dell'ultimo anno, sono state avviate due procedure per il prelievo di polmone a cuore fermo. Una di queste ha avuto un esito pienamente positivo, dimostrando la fattibilità e l'efficacia del protocollo. Questo successo è stato reso possibile grazie a una stretta sinergia con l'équipe di chirurgia toracica del prestigioso Policlinico di Milano.

La seconda procedura, purtroppo, non è giunta a termine. L'interruzione è avvenuta a seguito dell'opposizione espressa dagli aventi diritto. Questo evento sottolinea l'importanza della comunicazione e del supporto alle famiglie in momenti così delicati. Nonostante ciò, il risultato positivo conferma l'eccellenza raggiunta dall'ospedale lodigiano.

Eccellenza organizzativa e sfide future

Il successo nel prelievo di polmone a cuore fermo è una chiara testimonianza dell'eccellenza organizzativa dell'ASST di Lodi. Leonardo Castellazzi, responsabile medico del Cop, ha sottolineato l'importanza di questa conquista. «Abbiamo confermato che è possibile raggiungere l’obiettivo coordinando pronto soccorso, rianimazione, radiodiagnostica e sale operatorie», ha dichiarato Castellazzi.

Questa capacità di coordinamento tra reparti così diversi è un segnale di grande competenza e professionalità per l'intera struttura ospedaliera. La gestione di procedure complesse come la DCD richiede un'integrazione perfetta di competenze mediche, tecniche e logistiche. L'ASST di Lodi ha dimostrato di possedere queste qualità.

La certificazione del decesso in caso di donazione a cuore fermo differisce da quella per morte cerebrale. Richiede infatti che un medico attesti la cessazione delle funzioni cardiache tramite un elettrocardiogramma protratto per almeno 20 minuti. Si tratta di una vera e propria corsa contro il tempo, che mette a dura prova il sistema di emergenza e la resilienza emotiva del personale coinvolto.

Promuovere la cultura del dono: un impegno continuo

Nonostante i successi raggiunti, la strada per consolidare pienamente la cultura del dono nel territorio è ancora lunga. Leonardo Castellazzi e Matilde Riboldi, responsabile infermieristica del Cop, concordano su questo punto. «C’è ancora molto da lavorare per far crescere la cultura del dono», affermano congiuntamente.

Donare organi e tessuti è considerato un atto di profonda solidarietà umana. Offre una seconda possibilità di vita a pazienti che attendono un trapianto, spesso in condizioni critiche. La generosità dei donatori e delle loro famiglie ha un impatto inestimabile sulla vita di molte persone.

Per facilitare la manifestazione di volontà riguardo alla donazione, l'ASST di Lodi ha attivato specifici punti di raccolta. Questi si trovano presso il Servizio Accoglienza degli ospedali di Lodi e Codogno. Qui i cittadini possono esprimere liberamente il proprio consenso alla donazione di organi e tessuti, contribuendo a salvare vite umane.

L'attività del 2025 ha visto anche il salvataggio di 42 pazienti grazie a trapianti effettuati con organi provenienti da donatori. L'ASST provinciale ha ricevuto la prestigiosa Stella al merito per questi risultati. Inoltre, la Città della Salute sta investendo 300 milioni di euro per nuovi cantieri e la realizzazione di un nuovo ospedale entro 4 anni, dimostrando una visione a lungo termine per il futuro della sanità locale.

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