Fatum Futura: Simona Uberto in mostra a Lodi
La mostra "Fatum Futura" di Simona Uberto espone fotografie e installazioni che esplorano il confine tra realtà e immaginazione. L'antologica, promossa dalla Fondazione Bpl, è visitabile gratuitamente a Bipielle Arte Lodi fino a domenica.
Simona Uberto: trent'anni tra arte e visione
La galleria Bipielle Arte di Lodi ospita un'importante esposizione. Si tratta dell'antologica intitolata “Fatum Futura”. L'evento è promosso con cura dalla Fondazione Banca Popolare di Lodi. L'inaugurazione si è tenuta lo scorso 28 febbraio. La mostra offre un viaggio affascinante. Ripercorre ben trent'anni di intensa attività artistica. L'indagine creativa di Simona Uberto spazia tra fotografia, installazione e paesaggi visionari. Un percorso che stimola la riflessione profonda.
Sono esposte circa cinquanta opere di grande impatto visivo. Si parte dagli scatti urbani che hanno segnato gli esordi dell'artista. Si prosegue con le visioni oniriche della serie “Fata Morgana”. L'esposizione esplora un tema cruciale. Indaga il sottile confine tra la realtà tangibile e l'immaginazione sfuggente. Il titolo stesso, “Fatum Futura”, diventa una chiave di lettura essenziale. Esso condensa la poetica dell'artista, giocando tra il concetto di destino e la proiezione verso il futuro. Un dualismo che permea ogni creazione.
La poetica di Simona Uberto: tra reale e immaginario
Simona Uberto è un'artista di notevole spessore. È nata a Savona nel 1965. Attualmente vive e opera nel fervido ambiente artistico di Milano. La sua formazione è solida e prestigiosa. Ha conseguito il diploma in Pittura presso la rinomata Accademia di Belle Arti di Brera. Qui, dal 2012, ricopre con dedizione il ruolo di professore ordinario di Pittura. La sua ricerca artistica è poliedrica. Attraversa con disinvoltura discipline diverse. Include la fotografia, l'installazione, la scultura e interventi ambientali. Si muove costantemente sul confine. Un confine che è al tempo stesso personale, sociale e urbano. Lo considera un luogo fertile per la trasformazione e per le infinite possibilità creative.
Il punto di partenza del suo lavoro è sempre l'osservazione attenta del reale. La vita quotidiana diventa fonte d'ispirazione primaria. Da questa osservazione, Uberto traduce figure, ombre e presenze. Le trasforma in sagome, profili e immagini sospese. Queste diventano potenti metafore. Rappresentano la complessa relazione tra l'individuo e lo spazio che lo circonda. Fin dai suoi primi lavori, l'artista ha dimostrato una predilezione per materiali e procedure non convenzionali. Si discosta dalla pittura tradizionale con scelte audaci. La parete stessa si trasforma in un campo visivo esteso. Diventa un supporto dinamico su cui le silhouette, fissate con precisione, sembrano muoversi. Offrono alla figura una dimensione che è contemporaneamente concreta e profondamente immaginaria. Le sue opere analizzano con acume lo scarto, l'inquadratura, il passaggio. Trasformano frammenti della vita urbana in veri e propri dispositivi poetici. Questi oscillano con maestria tra la sfera della memoria, la definizione dell'identità e la percezione sensoriale.
“Fata Morgana” e la sovversione dello sguardo
Negli ultimi anni, la ricerca di Simona Uberto ha visto un'ulteriore e significativa espansione. Si è concentrata in particolare sul concetto di paesaggio. Lo esplora come un miraggio sfuggente. Come una sovversione consapevole dello sguardo dello spettatore. La serie “Fata Morgana” ne è la testimonianza più evidente. Questi lavori invitano a mettere in discussione la nostra percezione abituale del mondo naturale e urbano. Offrono visioni che sfidano le leggi della prospettiva e della realtà consolidata. L'artista utilizza tecniche innovative per creare queste atmosfere sospese. La fotografia diventa uno strumento per catturare l'effimero. L'installazione permette di dare corpo a visioni che trascendono il piano bidimensionale. Il risultato è un'esperienza immersiva per il visitatore. Un invito a esplorare dimensioni inesplorate della realtà.
La serie “Fata Morgana” prende il nome dal fenomeno ottico atmosferico. Questo fenomeno crea immagini distorte di oggetti lontani, spesso visibili in mare o nel deserto. Uberto reinterpreta questo concetto in chiave artistica. Crea paesaggi che sembrano emergere da un sogno. Luoghi che esistono solo nell'immaginazione. La natura stessa diventa un enigma. Si rivela in forme inaspettate e suggestive. Questo approccio permette all'artista di esplorare temi come l'illusione, la transitorietà e la bellezza effimera. Le sue opere ci ricordano quanto la nostra percezione sia soggetta a interpretazioni e a influenze esterne. La bellezza si manifesta spesso in forme inattese, sfidando le nostre aspettative.
“Fatum Futura”: un titolo, un universo di significati
Il titolo della mostra, “Fatum Futura”, non è casuale. È il frutto di un'intuizione profonda dell'artista. Condensa in sé il nucleo poetico dell'intero progetto espositivo. Rappresenta una riflessione meditata sulla tensione intrinseca. Una tensione che esiste tra ciò che ci precede, il nostro passato e le nostre origini, e ciò che ci attende, il nostro futuro. È un dialogo costante tra destino, inteso come un percorso predeterminato, e le infinite possibilità che si aprono davanti a noi. Tra la predeterminazione, che sembra vincolare le nostre scelte, e lo sguardo proiettato con speranza verso il futuro. Un invito a considerare il tempo come un continuum dinamico.
Simona Uberto stessa spiega con chiarezza il significato del titolo. «Fatum, dal latino ‘fari’, significa ciò che è già stato pronunciato, la parola-oracolo che diventa destino», afferma l'artista. «Mentre Futura indica il tempo a venire, ciò che ancora non è. È uno spazio di domande, sospeso tra ciò che è stato detto e ciò che stiamo ancora costruendo». Questa dialettica, questo continuo confronto tra l'origine e l'avvenire, attraversa in modo trasversale tutta la sua produzione artistica. Il suo lavoro parte sempre da un elemento concreto del reale. Può essere uno scatto fotografico, un frammento di paesaggio urbano, un elemento naturale. Da questo punto di partenza, l'opera si trasforma. Diventa visione, racconto, miraggio. Un processo che eleva il quotidiano a dimensione universale.
Il processo creativo: meditazione e rigore
Il processo creativo di Simona Uberto è un esempio di equilibrio perfetto. Unisce una profonda meditazione interiore a un rigore formale ineccepibile. L'artista inizia il suo percorso da uno scatto fotografico. Descrive questa fase con una metafora suggestiva: «come se percorresse una stradina che diventa sentiero». Entra letteralmente nell'immagine. La esplora in profondità. Ne studia la struttura interna, le linee, le forme, le luci. Fino a quando non ne perde ogni riferimento riconoscibile. Solo in quel momento di completa immersione e distacco dal reale, procede alla ricomposizione. La ricrea in una nuova forma. Una forma che non appartiene più al mondo del reale. Appartiene a un “altrove” suggestivo. Un luogo sospeso tra la memoria del vissuto e la potenza dell'invenzione. Questo metodo garantisce originalità e profondità alle sue opere.
L'allestimento della mostra negli spazi della Bipielle Arte è curato con attenzione. La sede espositiva si trova all'interno del Centro Direzionale, un'opera architettonica di rilievo progettata dal celebre architetto Renzo Piano. La mostra si configura come un vero e proprio percorso. Un viaggio attraverso tre decenni di evoluzione artistica. Si parte dalle prime serie fotografiche. Queste erano dedicate ai complessi flussi urbani. Si prosegue con le installazioni che mettono in discussione la percezione dello spazio. Infine, si giunge ai più recenti paesaggi destrutturati. Le visioni della serie “Fata Morgana” chiudono il percorso. Qui la natura si trasforma in un enigma affascinante. Diventa una rivelazione inattesa. L'intero allestimento è pensato per favorire l'attraversamento. Il visitatore è invitato a esplorare le opere. Queste aprono varchi concettuali. Sconfinano tra diverse discipline e interpretazioni. Ogni singola opera sfida la stabilità dell'immagine convenzionale. Invita lo spettatore a ripensare la relazione fondamentale. Quella tra ciò che vediamo con i nostri occhi e ciò che crediamo di vedere. Un invito a una visione più critica e consapevole.
Informazioni pratiche per la visita
La mostra “Fatum Futura” offre un'occasione imperdibile per gli amanti dell'arte contemporanea. È possibile visitarla nei seguenti giorni e orari. Il giovedì e il venerdì, l'esposizione è aperta al pubblico dalle 16:00 alle 19:00. Il sabato e la domenica, gli orari sono più estesi. Si può visitare dalle 10:00 alle 13:00 e nuovamente dalle 16:00 alle 19:00. L'ingresso alla mostra è completamente libero. Non è richiesto alcun biglietto. Questo rende l'evento accessibile a un vasto pubblico. La mostra è un'iniziativa culturale di grande valore per la città di Lodi. Promuove la conoscenza dell'arte contemporanea. Offre uno spunto di riflessione sulla condizione umana e sul nostro rapporto con il tempo. Un'opportunità da non perdere per immergersi nel mondo visionario di Simona Uberto. La Fondazione Bpl continua a confermarsi un punto di riferimento per la cultura sul territorio.
La mostra, curata con grande attenzione da Maria Laura Gelmini e diretta da Paola Negrini, rappresenta un momento significativo nel panorama artistico lodigiano. La scelta di ospitare un'antologica di tale portata sottolinea l'impegno della Fondazione Bpl nel valorizzare artisti di rilievo nazionale. La sede espositiva, Bipielle Arte, si conferma uno spazio ideale per questo tipo di eventi. La sua architettura moderna e funzionale si sposa perfettamente con le opere contemporanee esposte. La durata limitata dell'esposizione, fino a domenica, rende la visita un appuntamento da pianificare con cura. L'ingresso gratuito è un ulteriore incentivo a non perdere questa occasione culturale. Un'immersione nel pensiero visivo di un'artista che sa coniugare profondità concettuale e impatto estetico. La mostra è un invito a esplorare le molteplici sfaccettature del reale e dell'immaginario.