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La cassa integrazione in Lombardia ha visto un incremento significativo a marzo 2026, superando i 5 milioni di ore autorizzate. Le imprese manifestano preoccupazione per l'incertezza economica globale.

Cassa integrazione in crescita a marzo

Le richieste di cassa integrazione da parte delle aziende lombarde hanno registrato un nuovo picco a marzo 2026. Le ore autorizzate per la cassa ordinaria hanno raggiunto quota 5 milioni e mezzo. Questo dato supera le 4,9 milioni di ore di gennaio e le 4,5 milioni di febbraio. A febbraio si era osservata una flessione rispetto al mese precedente.

La cassa integrazione straordinaria, solitamente indicatore di crisi aziendali, ha visto un calo complessivo a marzo. Sono state autorizzate 2,7 milioni di ore, contro gli 8,1 milioni di febbraio. Tuttavia, analizzando i dati provinciali, emerge un quadro più complesso.

Nel secondo mese dell'anno, la provincia di Varese ha concentrato la maggior parte delle ore di cassa straordinaria. Si parla di oltre 6,5 milioni di ore. Escludendo questo dato, considerato anomalo e legato a crisi specifiche, l'andamento nelle altre province segue quello della cassa ordinaria. Si nota quindi un aumento rispetto a gennaio e febbraio.

In particolare, a marzo le ore autorizzate per riorganizzazione e crisi aziendale sono triplicate in tutta la regione rispetto a gennaio. Le ore autorizzate non corrispondono necessariamente a quelle effettivamente utilizzate. Tuttavia, la tendenza al rialzo segnala una scarsa fiducia da parte delle imprese.

Incertezza globale frena le aziende

Lo scenario internazionale incerto, inclusa la situazione in Iran, sembra incidere sulle decisioni delle imprese. Queste ultime, di fronte a possibili rallentamenti produttivi, si cautelano. L'aumento dei costi energetici contribuisce a questa prudenza.

Le aziende si assicurano di avere a disposizione gli strumenti necessari. La cassa integrazione è vista come una misura preventiva. L'obiettivo è gestire eventuali flessioni della produzione in modo controllato.

La Uil Lombardia ha evidenziato come i lavoratori interessati dalla cassa integrazione siano circa 54mila. Si nota uno spostamento significativo tra le diverse tipologie di ammortizzatori sociali. I lavoratori in cassa ordinaria sono diminuiti di 12.573 unità.

Al contrario, quelli coinvolti nella cassa integrazione straordinaria sono aumentati di 10.360 unità rispetto all'anno precedente. Questo dato conferma un quadro occupazionale ancora delicato.

Fondo di solidarietà in aumento

Anche il Fondo di Solidarietà ha visto un incremento. Le ore autorizzate sono passate da 437.832 a 554.338. Si tratta di un aumento del 26,6%.

Questo incremento è trainato principalmente dal settore del commercio. Si stima che oltre un migliaio di lavoratori siano coinvolti in questo fondo. La situazione richiede attenzione da parte delle parti sociali e delle istituzioni.

Province più colpite e settori in sofferenza

Tra le province, Mantova ha registrato il rimbalzo più significativo. La richiesta di cassa ordinaria a marzo è decuplicata rispetto a febbraio. Anche Sondrio ha visto un aumento notevole (+460%).

In termini assoluti, Mantova ha autorizzato 94mila ore a marzo, contro le 17mila di febbraio. La provincia di Brescia ha visto raddoppiare le ore richieste (+98%). A Cremona la crescita è stata dell'82%, mentre a Bergamo si è registrato un +55%.

Non tutte le province mostrano lo stesso trend. La richiesta di cassa integrazione è diminuita a Como, Lodi, Milano, Pavia e Varese a marzo rispetto a febbraio. Le attività manifatturiere rimangono il settore che richiede più ore di cassa integrazione.

Sono state autorizzate 7,8 milioni di ore per questo settore, rispetto ai 6 milioni di gennaio. La situazione economica generale continua a destare preoccupazione tra gli addetti ai lavori.

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