Bambina morta in grembo: inchiesta a Lodi
Indagini sulla morte fetale a Lodi
La Procura della Repubblica di Lodi ha aperto un'indagine per chiarire le circostanze del decesso di una bambina, avvenuto nel grembo materno alla 41esima settimana di gravidanza. L'inchiesta, avviata contro ignoti, ipotizza i reati di lesioni colpose e omissione di soccorso.
La tragica scoperta è avvenuta il 3 marzo, quando la madre, una 28enne, si è recata in ospedale per il parto programmato. La famiglia, che si era affidata all'ospedale Maggiore di Lodi, ha sporto denuncia alle autorità competenti.
I fatti e la denuncia della famiglia
La gravidanza della giovane donna, di origine moldava, si era svolta senza apparenti complicazioni. Tuttavia, negli ultimi giorni prima del parto, la futura mamma aveva manifestato mal di testa, alta pressione e nausea. Questi sintomi l'avevano spinta a recarsi al Pronto Soccorso a fine febbraio.
Nonostante le preoccupazioni, la donna sarebbe stata valutata e successivamente dimessa. Un controllo di routine avvenuto il 27 febbraio non avrebbe fatto emergere criticità. La situazione è precipitata il 3 marzo, quando un'ecografia ha rivelato la drammatica notizia: la bambina non era più viva.
La posizione dell'ospedale e l'autopsia
L'Azienda Socio Sanitaria Territoriale (Asst) ha espresso cordoglio per l'accaduto, definendo l'evento una «morte endouterina fetale», un evento imprevisto che può verificarsi in qualsiasi fase della gestazione. L'ospedale ha dichiarato che l'assistenza prestata alla paziente è risultata adeguata e che sono state attivate procedure interne di audit per verificare l'operato.
Nel frattempo, è stata eseguita l'autopsia sul corpo della neonata presso l'istituto di Medicina Legale del San Matteo di Pavia. I risultati, attesi entro 60 giorni, saranno fondamentali per determinare le cause esatte del decesso e accertare eventuali responsabilità.