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La polizia è intervenuta a Livorno per sgomberare un gruppo di manifestanti. Il sindacato Usb denunciava il transito di una nave con armi statunitensi. L'azione si è svolta senza incidenti.

Blocco ponte per protesta contro armi

Le forze dell'ordine sono intervenute questa mattina presto. Hanno rimosso circa dieci persone. I manifestanti esponevano simboli del sindacato Usb. Hanno occupato il ponte di via Mogadiscio. Questo è l'unico accesso al porto mercantile. L'azione è avvenuta intorno alle 6. Non si sono registrati scontri. Nessuno è rimasto ferito.

La protesta mirava a impedire il passaggio di una nave. Secondo il sindacato, il natante trasportava armamenti di fabbricazione statunitense. I dimostranti hanno opposto una resistenza passiva. La manifestazione non era stata comunicata alle autorità competenti. La Digos ha avviato accertamenti dopo l'intervento.

Usb: 'Soffiata' su carico bellico

Il sindacato Usb afferma di aver ricevuto informazioni riservate. La fonte sarebbero stati alcuni lavoratori portuali. Questi avrebbero segnalato la natura del carico della nave. Il sindacalista Giovanni Ceraolo ha dichiarato: «Questa mattina è previsto il transito di un carico di armamenti».

«Una nave proveniente dalla base di Camp Darby», ha aggiunto Ceraolo. «Dovrebbe transitare dal porto di Livorno. Sembrerebbe, grazie alla segnalazione di alcuni lavoratori, che sia un carico di esplosivi, mine e munizioni».

Camp Darby: snodo logistico USA

La base di Camp Darby è un importante snodo logistico. Si tratta della più grande struttura militare statunitense all'estero. Attualmente, la base fornisce supporto ai reparti americani. Questi operano nel quadrante del Mediterraneo. Supporta anche le truppe in Medio Oriente e nel Golfo Persico.

Il sindacalista ha poi spiegato le motivazioni della protesta. «Con varie realtà livornesi, Usb, Gap, Ex Caserma, Scuola di Carta e Potere al Popolo, abbiamo deciso di fare una manifestazione pacifica».

«Una presenza qui sul ponte mobile di via Mogadiscio», ha continuato. «Perché la nave deve passare da qui. Siamo assolutamente convinti che il traffico di morte, le armi, non debbano assolutamente più passare dal nostro territorio».

«Non vogliamo essere complici di genocidio e guerra», ha sottolineato Ceraolo. «Sono già arrivate due camionette del reparto mobile della polizia. Siamo qui, resistiamo in maniera pacifica. Ma non ci stiamo a restare in silenzio mentre dalla base di Camp Darby continuano a uscire armi, munizioni e strumenti di morte».