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La storica sede del Palazzo del Picchetto a Livorno diventerà la nuova Agenzia delle Entrate. La Lega critica la scelta, proponendo un museo. Il dibattito si accende sulla destinazione d'uso e l'impatto sul centro cittadino.

Palazzo del Picchetto: destinazione uffici Agenzia Entrate

Il futuro del prestigioso Palazzo del Picchetto, situato nell'iconica piazza Guerrazzi a Livorno, è al centro di un acceso dibattito. L'Agenzia del Demanio ha pianificato un ambizioso progetto di riqualificazione. Questo intervento, suddiviso in tre fasi distinte, prevede un investimento totale di quasi 20 milioni di euro. Gli interventi riguarderanno la ristrutturazione generale dell'edificio, l'efficientamento energetico e il potenziamento della sicurezza sismica. L'obiettivo finale è trasformare l'intera struttura in un'unica sede per l'Agenzia delle Entrate. Attualmente, gli uffici sono dislocati tra Porta a Terra e via delle Cateratte. Si stima che la nuova sede unificata gestirà un flusso di accessi annui superiore ai 400mila visitatori. Questa destinazione d'uso era già stata ventilata in passato. Tuttavia, non aveva mai trovato il consenso delle varie forze politiche locali. Molti avevano auspicato soluzioni alternative fin dal 2019. In quell'anno, l'immobile fu liberato da circa novanta occupanti abusivi. L'idea di integrare il Palazzo del Picchetto nel patrimonio comunale, magari tramite cessione gratuita o altre forme di accordo, sembra ora definitivamente tramontata. Nonostante ciò, l'interesse per l'immobile storico è rimasto alto, riaccendendo il confronto pubblico.

Ghiozzi (Lega): "Scempio culturale, vogliamo un museo"

A intervenire con fermezza sulla questione è stato il capogruppo della Lega, Carlo Ghiozzi. Durante la settima commissione tenutasi il 24 marzo, Ghiozzi ha espresso una netta contrarietà. «Il Palazzo non può diventare un anonimo ufficio dell’Agenzia delle Entrate e Riscossione», ha dichiarato. Ha definito la trasformazione in corso «uno scempio culturale e civico che non possiamo accettare in silenzio». Ghiozzi ha richiamato l'attenzione su una mozione. Questa mozione, approvata all'unanimità dal consiglio comunale il 30 ottobre precedente, chiedeva formalmente al Comune di acquisire l'edificio dall'Agenzia del Demanio. L'intento era quello di creare un polo museale cittadino. Una parte significativa di questo polo sarebbe stata dedicata alla memoria della tragedia del Moby Prince. Il consigliere ha sottolineato come la scelta di destinare il Palazzo a uffici sia non solo culturalmente discutibile, ma anche logisticamente insostenibile. Il piano dei parcheggi del centro di Livorno, già sotto pressione, non sarebbe in grado di sopportare un ulteriore carico. Si prevedono circa 200 dipendenti che ogni giorno si recheranno nella struttura. Questo avverrebbe in un'area già caratterizzata da forte congestione del traffico. Il trasferimento, secondo Ghiozzi, genererebbe un flusso quotidiano di persone. Questo flusso non troverebbe adeguato riscontro nell'offerta di parcheggi disponibile nel centro storico. La progressiva riduzione dei posti auto in centro, avvenuta negli ultimi anni, rende ancora più critica ogni ipotesi che comporti un aumento massiccio di presenze senza adeguate soluzioni infrastrutturali. L'uso crescente della posta certificata e dei canali digitali avrebbe potuto diminuire gli accessi fisici agli uffici. Tuttavia, il trasferimento di uffici centrali sembra moltiplicare il problema anziché risolverlo.

Replica dell'amministrazione: "Comune aveva chiesto il Picchetto"

L'assessora alla Cultura, Rafanelli, ha replicato alle affermazioni di Ghiozzi durante la commissione. Ha precisato che già nel maggio 2022 il Comune di Livorno aveva manifestato all'Agenzia del Demanio la propria intenzione di acquisire il Palazzo del Picchetto. Purtroppo, questa richiesta non ebbe un esito positivo. Il Demanio aveva già avviato interlocuzioni con l'Agenzia delle Entrate per la destinazione d'uso attuale. Il progetto di trasformazione è ora in fase di avvio. I finanziamenti necessari sono stati stanziati. Nei prossimi mesi verrà pubblicato il bando per l'affidamento dei lavori di ristrutturazione. L'assessora Rafanelli ha inoltre rassicurato che la questione del Museo del Moby Prince rimane una priorità per l'amministrazione comunale. Questo impegno è rafforzato anche dalla mozione approvata dal consiglio regionale. Dopo queste precisazioni, Ghiozzi ha ribadito la sua critica. Ha denunciato un «silenzio istituzionale» da parte delle autorità. Il Consiglio comunale e i cittadini di Livorno sarebbero stati tenuti all'oscuro di decisioni cruciali. Tra queste, la risposta negativa del Demanio alla richiesta di cessione dell'immobile. Questo silenzio avrebbe permesso al progetto da 20 milioni di euro di procedere senza ostacoli significativi. L'opposizione ritiene inaccettabile la mancanza di trasparenza su un'operazione di tale portata.

I dettagli dei finanziamenti del Demanio per il Palazzo del Picchetto

Il Piano degli Investimenti 2025–2027 dell'Agenzia del Demanio contiene dettagli precisi riguardo al progetto di trasformazione del Palazzo del Picchetto. La destinazione a nuova sede unificata dell'Agenzia delle Entrate e dell'Agenzia del Demanio compare nel piano per ben tre volte. Il valore totale degli stanziamenti ammonta a 19,85 milioni di euro. Non si tratta di cantieri separati, ma di un unico grande intervento. La suddivisione in tre parti è dovuta a ragioni puramente amministrative. Il primo e più consistente finanziamento è stato approvato già nel 2022. Ammonta a 12,4 milioni di euro. Questi fondi sono destinati ai lavori di ristrutturazione generale. L'obiettivo è adattare l'edificio storico alla nuova funzione di sede congiunta delle due agenzie. Successivamente, al progetto originario è stata aggiunta una variante. Questa variante, del valore di 4,1 milioni di euro e anch'essa risalente al 2022, è focalizzata sui lavori di risparmio energetico e sull'efficientamento degli impianti tecnologici. Infine, nel più recente Piano 2025–2027, è stato inserito un terzo finanziamento. Questo ammonta a 3,3 milioni di euro. Servirà a completare gli interventi necessari per la sicurezza sismica e le ultime rifiniture, assicurando la piena agibilità e funzionalità della nuova sede. La scelta di investire ingenti somme nel Palazzo del Picchetto per scopi amministrativi continua a suscitare reazioni contrastanti nella cittadinanza e tra le forze politiche locali, divise tra la necessità di modernizzare gli uffici pubblici e la volontà di preservare il valore storico e culturale di edifici emblematici come il Palazzo del Picchetto.

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