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Un uomo di 47 anni di Licata è stato condannato a due anni e sei mesi di carcere per maltrattamenti in famiglia. Le violenze fisiche e psicologiche sono durate per quasi vent'anni, coinvolgendo moglie e figli.

Violenze domestiche protratte per anni a Licata

Un giudice ha emesso una sentenza di condanna a due anni e sei mesi di reclusione. L'uomo, un 47enne residente a Campobello di Licata, è stato riconosciuto colpevole di maltrattamenti in famiglia. Le accuse riguardano vessazioni fisiche e psicologiche inflitte a sua moglie e ai loro figli. Questi abusi si sarebbero protratti per un lungo periodo, dal 2007 fino a novembre dell'anno scorso.

Secondo quanto ricostruito, l'imputato avrebbe ripetutamente aggredito la moglie, una donna rumena della stessa età. Le aggressioni includevano percosse e insulti, spesso avvenuti davanti agli occhi dei figli. Anche una delle figlie sarebbe stata vittima di maltrattamenti fisici da parte del padre.

Minacce gravi e aggressioni con armi

La gravità delle azioni è emersa anche in episodi specifici. Nel mese di marzo, l'uomo avrebbe minacciato la moglie puntandole un coltello alla gola. A giugno, ha estratto un'arma da cucina contro il figlio. Quest'ultimo era intervenuto per difendere la madre durante un'aggressione.

La situazione è precipitata nell'ottobre scorso, quando la donna ha deciso di abbandonare la casa coniugale. Si è trasferita con i figli in un luogo sicuro. Dopo la separazione di fatto, le intimidazioni da parte dell'uomo sono aumentate. Ha inviato messaggi minatori, inclusi messaggi di morte, alla sua famiglia.

Tentativi di effrazione e ulteriori minacce

Il 16 novembre, l'uomo ha tentato di sfondare la porta della nuova abitazione della moglie e dei figli. Il giorno seguente, si è recato sul posto di lavoro della figlia. Lì ha rinnovato le minacce, affermando che avrebbe ucciso lei, suo fratello e la madre. L'uomo è stato infine fermato dalle autorità il 19 novembre.

La donna e i figli sono stati assistiti legalmente dagli avvocati Giancarlo Tricoli e Antonio Bordonaro. La difesa dell'imputato è stata curata dall'avvocato Salvatore Loggia. Il tribunale ha inoltre stabilito un risarcimento danni di 10mila euro per ciascun membro della famiglia aggredita.

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