Cronaca

Omicidio Privitera: Due Arresti tra Catania e Calabria per il Delitto

19 marzo 2026, 08:31 6 min di lettura
Omicidio Privitera: Due Arresti tra Catania e Calabria per il Delitto Immagine generata con AI Lentini
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Due persone sono state arrestate tra Catania e la Calabria nell'ambito delle indagini sull'omicidio di Salvatore Alfio Privitera. La Direzione Distrettuale Antimafia di Catania ha ricostruito il delitto e il successivo tentativo di cancellare ogni traccia.

Omicidio e Occultamento: Due Fermati tra Catania e Calabria

Le forze dell'ordine hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Gli arresti sono avvenuti questa mattina, 19 marzo 2026. Le operazioni si sono svolte tra Catania e Zaccanopoli, in provincia di Vibo Valentia. L'Arma dei Carabinieri ha coordinato l'azione. I comandi provinciali di Catania e Siracusa hanno guidato le indagini. Il supporto nella fase esecutiva è arrivato dal comando di Vibo Valentia. Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari di Catania. I due indagati sono ritenuti gravemente indiziati. Le accuse includono omicidio e soppressione di cadavere. Sono imputati anche per porto illegale di armi. Il danneggiamento seguito da incendio completa le imputazioni. L'aggravante del metodo mafioso è stata contestata. I fatti riguardano l'omicidio di Salvatore Alfio Privitera. I delitti sarebbero avvenuti a Catania e Carlentini. La sera del 5 gennaio 2026 è la data presunta dei fatti. L'indagine è stata coordinata dalla DDA di Catania. La presunzione di non colpevolezza è valida fino a sentenza definitiva.

Movente e Dinamica: Traffico di Droga e Debiti di Gioco

Il movente dell'omicidio sembra essere legato a precedenti dissidi. Questi riguardano Catanzaro e la vittima, Privitera. Le questioni in sospeso includono il traffico di sostanze stupefacenti. Entrambi sarebbero stati coinvolti in tali attività illecite. Altri dissidi riguardano rapporti di credito e debito. Questi erano legati al gioco d'azzardo. La DDA di Catania ha lavorato per ricostruire i fatti. Le indagini sono partite dal ritrovamento del corpo. Il corpo carbonizzato di Salvatore Alfio Privitera è stato trovato. Il ritrovamento è avvenuto nelle campagne di Carlentini. La mattina del 6 gennaio 2026 è stata la data del ritrovamento. La vittima era all'interno della sua autovettura. L'attività investigativa si è rivelata subito complessa. Gli autori del delitto hanno tentato di eliminare ogni traccia. Hanno incendiato il cadavere e il veicolo. Il veicolo era quello usato per occultare il corpo. Nonostante ciò, i Carabinieri hanno avviato un'intensa attività. I Nuclei Investigativi di Catania e Siracusa hanno lavorato in sinergia. L'indagine è stata condotta senza interruzioni. L'Autorità Giudiziaria ha coordinato costantemente i lavori. Sono stati impiegati metodi tradizionali e tecniche investigative moderne. Questo ha permesso di risalire ai presunti responsabili. L'efferato omicidio ha sconvolto la comunità. Le indagini hanno richiesto grande professionalità. La ricostruzione dei fatti è stata meticolosa.

Le Indagini: GPS, Tracce Ematiche e Bossoli

L'analisi dei sistemi di tracciamento è stata determinante. I dati GPS dell'autovettura della vittima sono stati cruciali. Questi dati hanno permesso di individuare l'area dell'omicidio. La zona è vicina alla spiaggia del «Villaggio Ippocampo di Mare». Questo complesso residenziale si trova a Catania. Sul luogo individuato è stato eseguito un sopralluogo tecnico. Il personale delle Sezioni Investigazioni Scientifiche (SIS) ha operato. Hanno partecipato i nuclei investigativi di Catania e Siracusa. Il RIS di Messina ha fornito supporto per le analisi. Durante le attività sono state rinvenute numerose tracce. Sono state trovate tracce ematiche. Sono emersi segni riconducibili a una colluttazione. Tra questi, una ciocca di capelli e una collana d'oro strappata. È stato rinvenuto anche un bossolo parzialmente combusto. Si trattava di un fucile calibro 12. Gli elementi raccolti hanno permesso di delineare la dinamica. L'ipotesi investigativa è supportata da riscontri tecnici. Nella serata del 5 gennaio 2026, la vittima è stata aggredita. L'aggressione è avvenuta all'interno del «Villaggio Ippocampo di Mare». Privitera è stato attinto da un colpo d'arma da fuoco. Il colpo alla nuca ne ha provocato il decesso. I due indagati avrebbero tentato di eliminare le tracce. Hanno innescato un primo incendio sul luogo dell'aggressione. Il tentativo non è riuscito a cancellare tutto. Successivamente, hanno caricato il cadavere sull'autovettura della vittima. Hanno trasportato il corpo in località San Demetrio. Quest'area si trova nell'agro del comune di Carlentini. Lì, hanno incendiato l'autovettura. Il cadavere era posizionato nella parte posteriore dell'abitacolo. Subito dopo, Sortino avrebbe cambiato scheda SIM e dispositivo telefonico. Questo per perdere le proprie tracce. È stato localizzato e arrestato in Calabria, provincia di Vibo Valentia. Le indagini hanno proseguito con acquisizione di testimonianze. Sono stati visionati numerosi filmati di videosorveglianza. Le telecamere coprivano l'area dei delitti e il tragitto percorso. L'incrocio di questi elementi ha permesso di ricostruire la sequenza temporale. La ricostruzione è coerente con i tracciati GPS. Il sistema di antifurto satellitare dell'auto della vittima ha fornito dati preziosi.

Gli Arrestati: Catanzaro Pietro e Danilo Sortino

Gli arrestati sono Catanzaro Pietro e Danilo Sortino. Catanzaro Pietro è nato a Lodi il 25 aprile 1990. Risiede a Catania. Ha precedenti per reati contro la persona. Ha precedenti anche contro il patrimonio. Possiede precedenti in materia di armi e stupefacenti. È figlio di Giovanni Catanzaro, classe 1965. Quest'ultimo è noto come «U milanisi». È un esponente apicale dell'organizzazione mafiosa Cappello-Bonaccorsi. Danilo Sortino è nato a Lentini il 3 dicembre 2003. Ha precedenti penali per reati contro il patrimonio. Ha precedenti anche in materia di sostanze stupefacenti. Le indagini sono state coordinate nella immediatezza dalla Procura della Repubblica di Siracusa. Il PM Salvatore Grillo era delegato. Successivamente, la Direzione Distrettuale Antimafia di Catania ha preso il coordinamento. Il PM Alessandro Sorrentino ha seguito il caso. Le indagini sono iniziate dopo il ritrovamento del corpo. Il corpo carbonizzato di Salvatore Alfio Privitera è stato trovato. Il ritrovamento è avvenuto nelle campagne di Carlentini. La mattina del 6 gennaio 2026 è stata la data del ritrovamento. La vittima era all'interno della sua autovettura. L'attività investigativa si è presentata subito complessa. Gli autori del delitto hanno cercato di eliminare ogni traccia. Hanno incendiato il cadavere e il veicolo. Il veicolo era quello usato per occultare il corpo. Nonostante ciò, i Carabinieri hanno avviato un'intensa attività. I Nuclei Investigativi di Catania e Siracusa hanno lavorato in sinergia. L'indagine è stata condotta senza interruzioni. L'Autorità Giudiziaria ha coordinato costantemente i lavori. Sono stati impiegati metodi tradizionali e tecniche investigative moderne. Questo ha permesso di risalire ai presunti responsabili. L'efferato omicidio ha sconvolto la comunità. Le indagini hanno richiesto grande professionalità. La ricostruzione dei fatti è stata meticolosa. Il Giudice per le Indagini Preliminari di Catania ha accolto la richiesta dei Pubblici Ministeri. L'ordinanza di custodia cautelare è stata emessa. L'esecuzione è avvenuta nella giornata odierna da parte dei Carabinieri. Contestualmente agli arresti, sono stati eseguiti decreti di perquisizione. Sono stati sequestrati dispositivi informatici e beni. Questi beni sono ritenuti pertinenti al reato. Saranno effettuati rilievi e accertamenti tecnici. L'obiettivo è trovare tracce biologiche, dattiloscopiche o di altro tipo. Questo per comprovare la partecipazione degli indagati. Servirà anche a ricostruire ulteriormente la dinamica dei fatti. Nella fase esecutiva degli arresti, le forze dell'ordine si sono avvalse di supporti speciali. Hanno partecipato gli Squadroni Carabinieri Eliportati Cacciatori di «Calabria» e «Sicilia». Presenti anche il 12° Nucleo Elicotteri di Catania e il Nucleo Carabinieri Cinofili di Nicolosi. La collaborazione tra diverse unità ha garantito il successo dell'operazione. La complessità del caso ha richiesto un dispiegamento di forze notevole. La determinazione nel perseguire la giustizia è stata evidente.

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