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La riapertura della cava di calcarenite a Lentini è subordinata alla Valutazione di Impatto Ambientale. Il Tar di Catania ha respinto il ricorso della società, confermando la necessità di approfondimenti ambientali.

Via libera alla valutazione di impatto ambientale

Il progetto per riavviare l'attività estrattiva nella cava di calcarenite di Costa Fiumefreddo, nel territorio di Lentini, dovrà affrontare la Valutazione di Impatto Ambientale (Via). Questa decisione è stata presa dal Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) di Catania. Il Tar ha rigettato il ricorso presentato dalla società Dr Fruit S.r.l.s. contro un provvedimento della Regione Siciliana. La Regione aveva richiesto un'analisi più approfondita degli effetti ambientali legati all'intervento.

La sentenza del Tar conferma la validità di un decreto regionale emesso nel febbraio 2026. Tale decreto si basava su un parere della Commissione tecnica specialistica. Il piano prevede la ripresa dell'estrazione. Include anche interventi per il recupero morfologico e ambientale dell'area interessata. La società aveva contestato la decisione regionale. Sosteneva che le criticità sollevate fossero già state trattate nella documentazione di progetto. Affermava inoltre che non ci fossero basi sufficienti per imporre la procedura di Via.

Criticità ambientali e idriche sotto esame

I giudici amministrativi hanno espresso un parere diverso. Hanno ritenuto le valutazioni della Regione ben motivate. Particolare attenzione è stata posta su diversi aspetti critici. Tra questi figurano le emissioni di polveri sottili. Anche il consumo di acqua è stato oggetto di analisi. La gestione dei rifiuti e il rischio di contaminazione del suolo e delle falde acquifere sono stati considerati. La sentenza evidenzia la necessità di dettagliare i sistemi per abbattere le polveri. Queste sono prodotte dalle lavorazioni estrattive.

Secondo il Tar, la documentazione presentata dalla società manca di dettagli sufficienti. Non sono specificati la frequenza degli interventi di bagnatura delle piste. Mancano dati sui quantitativi d'acqua necessari. Non è chiara l'efficacia delle misure di mitigazione proposte. Questi elementi sono fondamentali per valutare l'impatto ambientale.

La questione idrica e la gestione dei reflui

Un'altra area di preoccupazione riguarda la gestione delle risorse idriche. In un territorio che già soffre di difficoltà nell'approvvigionamento idrico, i giudici hanno ritenuto giustificata la richiesta di uno studio più approfondito. Questo studio deve analizzare l'utilizzo delle risorse sotterranee. È importante anche in vista dell'irrigazione prevista per le aree destinate al recupero ambientale. Altre criticità riguardano la posizione delle aree operative. Sono state sollevate domande sulla modalità di gestione dei reflui. Si è posta attenzione anche alle misure necessarie per prevenire sversamenti accidentali di carburanti. Altre sostanze potenzialmente inquinanti sono state considerate.

La società aveva anche contestato il calcolo della superficie interessata dal progetto. Riteneva errata l'inclusione di aree non direttamente legate all'estrazione. Su questo punto, il Tar ha chiarito che un eventuale errore nelle dimensioni non sarebbe stato sufficiente ad annullare il provvedimento. Esistono infatti altre motivazioni autonome a sostegno della decisione regionale.

Confermata la necessità della Via

La sentenza del Tar di Catania ha quindi confermato la necessità di sottoporre il progetto alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. Il ricorso presentato dalla società Dr Fruit S.r.l.s. è stato respinto. Le spese processuali sono state compensate tra le parti. La decisione sottolinea l'importanza di un'analisi approfondita degli impatti ambientali prima di autorizzare attività estrattive.