Cronaca

Catania: Omicidio per droga e gioco, due arresti

19 marzo 2026, 11:31 4 min di lettura
Catania: Omicidio per droga e gioco, due arresti Immagine generata con AI Lentini
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Due persone sono state arrestate a Catania per un efferato omicidio. Le indagini hanno rivelato moventi legati allo spaccio di droga e al gioco d'azzardo.

Omicidio a Carlentini: vittima carbonizzata

Il corpo di Salvatore Privitera, 35 anni, è stato ritrovato carbonizzato. Il ritrovamento è avvenuto il 6 gennaio scorso. I genitori della vittima hanno fatto la macabra scoperta. La vittima era all'interno di una T-Roc. L'automobile era stata presa a noleggio.

L'omicidio sarebbe maturato per contrasti. Questi contrasti riguardavano lo spaccio di droga. Coinvolto anche il gioco d'azzardo. La notizia è stata diffusa dalla Dda di Catania. La dinamica è stata ricostruita dagli inquirenti.

La vittima è stata uccisa con un colpo di pistola. Il colpo è stato esploso alla nuca. Questo dettaglio emerge dalle indagini. La violenza del gesto sottolinea la brutalità del fatto. La scena del crimine era particolarmente cruenta.

Arrestati due sospettati: legami con clan

Gli arrestati sono Pietro Catanzaro, 36 anni. È figlio di un esponente di spicco. Si tratta di Giovanni, legato al clan Cappello-Bonaccorsi. L'altro arrestato è Danilo Sortino, 23 anni. Sortino ha precedenti penali.

I precedenti di Sortino riguardano il patrimonio. Sono inclusi anche reati legati allo spaccio. I due sono stati raggiunti da un'ordinanza di custodia cautelare. L'ordinanza è stata emessa dal gip. L'esecuzione è stata curata dai carabinieri.

Gli arresti sono avvenuti nei comandi provinciali di Catania e Siracusa. I reati ipotizzati sono gravi. Si parla di omicidio e soppressione di cadavere. C'è anche l'accusa di porto abusivo di armi. Infine, danneggiamento seguito da incendio.

L'aggravante del metodo mafioso è stata contestata. Questo sottolinea la pericolosità degli indagati. La Dda ha lavorato per ricostruire i fatti. L'indagine ha richiesto un notevole sforzo investigativo. La collaborazione tra le forze dell'ordine è stata fondamentale.

Indagini esemplari e scena del crimine

Il procuratore Francesco Curcio ha elogiato l'indagine. L'ha definita «esemplare». Il delitto è stato definito «efferato». Le indagini sono state rapide. Il corpo è stato scoperto il giorno dopo l'omicidio. La vittima era in un'automobile abbandonata. La zona era nelle campagne di Carlentini.

Secondo la ricostruzione della Procura, i due indagati. Hanno cercato di occultare le prove. Hanno innescato un rogo sul luogo del delitto. Questo per cancellare ogni traccia. Successivamente, hanno spostato il cadavere. Lo hanno collocato all'interno della T-Roc.

L'automobile era stata presa a noleggio dalla vittima. La vettura è stata poi incendiata. L'incendio è avvenuto in contrada San Demetrio. La località è sempre a Carlentini. Il corpo della vittima è stato rinvenuto nella parte posteriore del veicolo.

La svolta nelle indagini è arrivata grazie alle attività scientifiche. Queste sono state condotte dagli uomini della Sis dei carabinieri. La sezione investigazioni scientifiche di Catania ha svolto un ruolo chiave. Hanno analizzato la scena del crimine.

Analisi scientifiche e identificazione della vittima

All'interno dell'automobile sono stati trovati dei resti umani. Questi resti sono stati sottoposti a test del DNA. L'obiettivo era ottenere la certezza sull'identità della vittima. Questo processo ha richiesto tempo e accuratezza.

Le analisi scientifiche sono cruciali in casi del genere. Permettono di ricostruire la dinamica. Aiutano a identificare i responsabili. La scientifica dei carabinieri ha dimostrato la sua efficacia. Ha fornito elementi probatori determinanti.

La vittima, Salvatore Privitera, era residente a Lentini. La sua scomparsa era stata denunciata. Le indagini hanno presto preso una direzione omicida. La scoperta del corpo carbonizzato ha confermato i timori. La gravità dei reati contestati è elevata.

Il movente legato allo spaccio e al gioco d'azzardo. Indica un contesto criminale complesso. La Dda di Catania sta approfondendo i legami. Si cerca di capire l'estensione dell'organizzazione. La figura di Giovanni Catanzaro è centrale. La sua influenza nel clan è nota.

L'arresto di suo figlio, Pietro, è un duro colpo. Dimostra la capacità delle forze dell'ordine di penetrare. Anche le cerchie criminali più protette. La collaborazione con la Procura di Siracusa è stata essenziale. L'area di Carlentini è stata teatro di indagini. Molti dettagli sono ancora al vaglio.

La vicenda getta luce sulle dinamiche criminali. Particolarmente quelle legate al traffico di stupefacenti. E al giro del gioco d'azzardo illegale. Questi settori spesso generano violenza. E portano a conseguenze tragiche come questa. L'operazione dei carabinieri ha inferto un duro colpo. Al sodalizio criminale attivo nel territorio.

La notizia è stata riportata dall'ANSA. La fonte ufficiale conferma la gravità degli eventi. E l'efficacia delle indagini condotte. La giustizia farà il suo corso. I due arrestati dovranno rispondere delle accuse. Di fronte al tribunale. La comunità locale attende risposte. E spera in una maggiore sicurezza.

La regione Sicilia è spesso al centro di cronache. Che riguardano la criminalità organizzata. Questo episodio si inserisce in un contesto più ampio. Le forze dell'ordine continuano la loro opera. Per contrastare il fenomeno. E garantire la legalità. L'indagine è ancora in corso. Potrebbero emergere ulteriori sviluppi.

Il procuratore Curcio ha sottolineato l'importanza della collaborazione. Tra le diverse forze di polizia. E la sinergia con la magistratura. Questo approccio coordinato è fondamentale. Per affrontare crimini complessi. E di stampo mafioso. La comunità di Catania e Siracusa è scossa. Ma confida nella giustizia.

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