Estorsione a disabile psichico: chieste condanne a Monza
Processo per estorsione a Seregno
Un uomo di 30 anni, affetto da fragilità psichica e seguito da un amministratore di sostegno, è stato vittima di minacce, estorsioni e rapine per un periodo prolungato. La vicenda ha portato alla sbarra tre persone residenti a Seregno, accusate di aver approfittato della sua condizione per ottenere denaro.
Secondo le accuse, la donna imputata, D.P., avrebbe sfruttato l'infatuazione della vittima, promettendogli favori in cambio di somme di denaro. Le richieste sarebbero poi sfociate in vere e proprie minacce, con la complicità di altri due uomini, l'ex compagno E.C. e R.O., un 50enne.
Richieste di condanna in Tribunale
Il Pubblico Ministero ha avanzato richieste di condanna significative: 4 anni e 3 mesi per la donna e 3 anni e 6 mesi per ciascuno dei due uomini. Le imputazioni spaziano dall'estorsione alla rapina, fino alle lesioni personali, a seconda delle specifiche azioni contestate.
La Procura ha inoltre sottolineato come i tre imputati siano anch'essi considerati soggetti fragili, un aspetto emerso durante le indagini e che potrebbe avere rilevanza nel contesto del processo.
La testimonianza della vittima
È stato lo stesso 30enne a ripercorrere i fatti in aula, raccontando come la relazione con D.P. sia iniziata nel 2022. L'uomo, che lavora e vive da solo, ha dichiarato di essersi invaghito della donna, credendo che i sentimenti fossero ricambiati. Inizialmente, avrebbe iniziato a darle spontaneamente del denaro.
Tuttavia, la situazione sarebbe rapidamente degenerata. La vittima ha descritto episodi di minaccia, con la donna che lo attendeva sotto casa accompagnata da uomini. In alcune occasioni, uno di questi complici si sarebbe messo alla guida della sua auto per recarsi a comprare droga nei dintorni di Seregno o Lentate sul Seveso.
Metodi coercitivi e rapine
La pressione psicologica si sarebbe intensificata con richieste di prelievi bancomat, anche di cifre contenute come 100 o 200 euro alla volta. Il 30enne ha confessato di aver ceduto per timore di subire violenza fisica, temendo per la propria incolumità qualora si fosse rifiutato.
Sono stati inoltre documentati bonifici bancari, con la donna che forniva l'IBAN e R.O. che monitorava l'accredito delle somme. Le accuse di rapina e lesioni sono emerse da un episodio specifico in cui la donna si sarebbe introdotta nell'abitazione della vittima, spogliandosi, frugandogli nelle tasche e sottraendo denaro, per poi aggredirlo fisicamente al suo rifiuto di consegnarle ulteriori somme.
Prossima udienza a luglio
Gli imputati hanno respinto le accuse mosse nei loro confronti. Il Tribunale di Monza ha fissato la prossima udienza per il mese di luglio, quando si proseguirà con l'esame delle prove e le eventuali repliche delle parti.