Sanità: stop cure private, appello da Legnano
Sanità lombarda: richiesta di stop alla privatizzazione
A Legnano, una delegazione degli Sportelli Salute ha consegnato una lettera aperta al Direttore Generale dell'ASST Ovest Milanese, Francesco Saverio Laurelli. L'obiettivo è chiedere di non implementare una recente delibera regionale che favorirebbe ulteriormente le cure private.
La missiva, promossa dal Coordinamento lombardo e sottoscritta da altre 26 organizzazioni, esprime forte preoccupazione per le conseguenze della delibera regionale XII/4986. Si teme un peggioramento delle disuguaglianze nell'accesso alle cure e un ulteriore allungamento delle liste d'attesa.
Critiche alla "Super Intramoenia"
La lettera aperta si rivolge ai direttori generali delle ASST e degli IRCCS lombardi, esortandoli a una forma di «disobbedienza civile» o «obiezione di diritto». La motivazione principale è il rischio di compromettere il principio di universalismo nell'accesso alla sanità pubblica.
Viene criticata l'introduzione di convenzioni tra sanità pubblica e integrativa (mutue, assicurazioni, fondi), che potrebbe portare a un aumento delle prestazioni a pagamento erogate da professionisti del settore pubblico. Questo meccanismo escluderebbe le fasce più deboli della popolazione.
Impatto su accessibilità e liste d'attesa
I firmatari sottolineano come la delibera non si configuri come una semplice estensione dei rimborsi per chi possiede polizze assicurative o beneficia di welfare aziendale. Al contrario, potrebbe creare un sistema di «salta-fila» anche all'interno del sistema sanitario pubblico.
Un altro punto critico riguarda l'aumento della libera professione intramoenia, che potrebbe superare il limite del 50% dell'orario di lavoro dei sanitari, gravando ulteriormente sul carico di lavoro. L'estensione di questa pratica anche ai ricoveri aggraverebbe il ruolo sostitutivo piuttosto che integrativo dei fondi sanitari privati.