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Ricerca di Clara Rossignoli nel fiume Adige

Le ricerche di Clara Rossignoli, la 79enne di Porto di Legnago scomparsa l'8 aprile, continuano senza sosta. Nella giornata di ieri, 30 maggio, i vigili del fuoco hanno nuovamente setacciato le rive del fiume Adige, concentrando le operazioni nel tratto antistante l'abitazione della donna.

Imbarcazioni dei sommozzatori e gommoni hanno scandagliato il fiume, mentre i pompieri utilizzavano strumenti specifici per rimuovere rami e vegetazione dalle sponde, alla ricerca di qualsiasi indizio utile a chiarire la sua sparizione.

La disperazione della figlia Marta Nardo

A seguire da vicino ogni fase delle operazioni c'è Marta Nardo, figlia della signora Rossignoli. La donna esprime la sua profonda angoscia e il desiderio di poter dare un ultimo saluto alla madre, sperando nel ritrovamento del suo corpo.

La sua sofferenza è palpabile, come testimoniato dalle sue precedenti dichiarazioni in cui manifestava la difficoltà di affrontare questa situazione. La speranza è che le ricerche portino presto a una verità.

Indagini su nipote ed ex compagna

Nel frattempo, le indagini sulla scomparsa di Clara Rossignoli si concentrano su suo nipote, Mattia Nascimben, e la sua ex compagna, Erica Chiarion. Entrambi sono indagati dalla Procura di Verona per omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere.

Gli inquirenti ipotizzano che un litigio per una bolletta non pagata, avvenuto la sera dell'8 aprile, possa aver innescato una violenta escalation sfociata in un possibile delitto. Tuttavia, tutte le piste investigative rimangono aperte.

Accertamenti e possibili indizi

Le indagini hanno visto un'intensa attività di ricerca con l'impiego di droni, unità cinofile, elicotteri e metal detector. Un testimone ha riferito di aver visto Mattia aggirarsi sull'argine del fiume in una data successiva alla scomparsa di Clara, in compagnia di una persona non identificata.

Durante i sopralluoghi nell'abitazione, sono stati repertati elementi dalla stufa a legna e dalla canna fumaria. Ulteriori elementi potrebbero provenire da tracce biologiche rinvenute su un furgone legato a Erica Chiarion, i cui esiti degli esami del DNA sono ancora attesi.

A pesare sui due indagati è anche il ritardo con cui hanno segnalato la scomparsa di Clara, fornendo date discordanti rispetto a quelle indicate dalla figlia Marta e dalla denuncia ufficiale. La domanda di Marta Nardo rimane sospesa: «Cosa è successo in quei giorni di vuoto? L'ho chiesto più volte a mio figlio Mattia, ma non mi ha mai risposto». La comunicazione tra madre e figlio è interrotta da settimane.

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