Il Politecnico di Milano si conferma tra le università tecniche di punta a livello globale, ottenendo posizioni di rilievo in architettura e design. Il polo di Lecco contribuisce significativamente a questo successo, rafforzando la sua identità e il suo impatto territoriale.
Architettura e design ai vertici mondiali
Il Politecnico di Milano ha raggiunto traguardi eccezionali nel QS World University Rankings by Subject 2026. L'ateneo si posiziona al sesto posto a livello mondiale nel campo dell'architettura. Un risultato straordinario che sottolinea la qualità della sua offerta formativa e della ricerca. Parallelamente, nel settore del design, l'istituzione milanese si colloca al settimo posto globale. Questi piazzamenti confermano la sua leadership internazionale.
L'area di ingegneria e tecnologia vede il Politecnico di Milano al ventesimo posto. Ulteriori eccellenze si registrano nell'ingegneria meccanica, aeronautica e manifatturiera, dove l'ateneo si piazza al quattordicesimo posto. Anche l'ingegneria civile e strutturale ottiene un notevole quattordicesimo posto. Nel campo emergente della data science e intelligenza artificiale, il Politecnico si posiziona al trentaduesimo posto. Questi dati, pubblicati il 25 marzo dall'agenzia britannica QS Quacquarelli Symonds, attestano la solidità e la diversificazione delle competenze dell'istituzione.
Quattro discipline rientrano nel primo 1% delle migliori a livello mondiale. Dodici aree si collocano nel primo 5% e diciannove nel primo 10%. Con ben dieci discipline presenti nella top 50 globale, il Politecnico di Milano si distingue come l'istituto italiano con la maggiore concentrazione di risultati d'eccellenza in questa fascia. Supera così università prestigiose come Bologna (9 presenze), Sapienza e Politecnico di Torino (6 ciascuna). La reputazione accademica e quella presso i datori di lavoro, insieme all'indice H e alle citazioni per pubblicazione, sono i parametri chiave di questa valutazione.
Il polo di Lecco: un motore di crescita e innovazione
Il successo del Politecnico di Milano ha una risonanza particolare per il Polo di Lecco. Questa sede decentrata ospita annualmente circa 2.000 studenti. Un dato significativo è la provenienza internazionale: il 30% degli iscritti arriva dall'estero. Questo contribuisce a creare un ambiente accademico vibrante e multiculturale. La guida del polo è affidata dal 1° gennaio scorso al nuovo prorettore Marco Tarabini.
Il Polo di Lecco, fondato nel 1989, si è trasferito nel campus di via Previati nel 2013. È parte integrante del Politecnico di Milano, condividendo offerta formativa, standard didattici e reputazione internazionale. Attualmente conta 2.000 studenti, 140 docenti e 40 ricercatori permanenti. A questi si aggiungono circa 60 dottorandi e assegnisti. La struttura dispone di 24 laboratori di ricerca multidisciplinari, rendendolo uno dei poli decentrati più attivi dell'ateneo.
L'offerta formativa include ingegneria della produzione industriale, ingegneria civile e ambientale, ingegneria edile-architettura (laurea magistrale a ciclo unico quinquennale) e interaction design. Quest'ultimo corso è erogato interamente in lingua inglese dal 2006. Le discipline offerte sono quelle che hanno permesso al Politecnico di primeggiare nella classifica QS 2026. Tra le strutture di ricerca spiccano il Laboratorio Pier Luigi Nervi, specializzato in sperimentazione strutturale, e il centro JRP MATT, focalizzato sui materiali avanzati.
Il campus di Lecco è anche al centro di un importante progetto di espansione. Grazie a un finanziamento di 4,8 milioni di euro da parte di Regione Lombardia, nell'ambito della legacy olimpica di Milano Cortina 2026, sorgerà il Villa Beretta Rehabilitation Research Innovation Institute. Questo nuovo centro di ricerca integrata su sport e riabilitazione amplierà gli spazi del campus di oltre 4.000 metri quadrati.
Sul fronte dell'innovazione d'impresa, il prorettore Tarabini ha recentemente lanciato, insieme a Confindustria Lecco e Sondrio e alla Camera di Commercio di Como-Lecco, il Lake Como Venture Lab. Questo incubatore è dedicato a startup deeptech nei settori della meccatronica e del medtech, promuovendo ulteriormente il legame tra università e mondo produttivo.
Un riconoscimento globale e una visione strategica
La rettrice del Politecnico di Milano, Donatella Sciuto, ha sottolineato l'importanza del QS Rankings come indicatore strategico. «Questa edizione conferma la solidità di una strategia costruita nel tempo», ha dichiarato. La strategia si basa sul rafforzamento della dimensione internazionale, sull'innovazione didattica, sul consolidamento del rapporto con le imprese e sull'integrazione tra ricerca di base e applicata. La rettrice ha evidenziato come competere tra i primi venti atenei al mondo significhi misurarsi con i principali attori globali su sfide complesse, in un contesto geopolitico ed economico dove la tecnologia è un fattore determinante.
I risultati qualitativi degli indicatori sono altrettanto solidi. Nel settore dell'architettura, la reputazione presso i datori di lavoro raggiunge un eccellente 91,7 su 100, con un H-index di 86,6. Nell'area ingegneria e tecnologia, la reputazione accademica si attesta a 90,2. Questi dati riflettono la percezione positiva e il riconoscimento della qualità della ricerca e della didattica del Politecnico di Milano.
Il riconoscimento internazionale arriva in un momento di rinnovato slancio per il polo lecchese, guidato dal nuovo prorettore Marco Tarabini. Ingegnere meccanico e professore ordinario, Tarabini è il primo prorettore lecchese nella storia del polo. Nato nel 1978 nell'edificio che oggi ospita laboratori di ricerca, ha costruito la sua carriera accademica tra Lecco e Milano. La sua ricerca si concentra su vibrazioni trasmesse al corpo umano, ergonomia e progettazione di strumenti di misura, con oltre 70 pubblicazioni scientifiche e 6 brevetti. Da anni coordina PoliLINK@Lecco, il servizio di trasferimento tecnologico che gestisce contratti di ricerca applicata con realtà locali per un valore annuo superiore al milione di euro.
«Sono lecchese e, in un certo senso, qui ci sono nato davvero: nell'edificio dell'ex Maternità dove oggi ho dei laboratori di ricerca. È un legame forte, personale, che rende questo incarico ancora più significativo», ha affermato Tarabini. La sua nomina segna una continuità e un rilancio per il polo, valorizzando le competenze e il radicamento territoriale.
L'Italia nel panorama universitario globale
Nel contesto più ampio della classifica QS 2026, l'Italia si posiziona come terza nazione nell'Unione Europea per numero di università classificate, con 60 atenei, quattro in più rispetto all'anno precedente. Questo dato conferma la vitalità del sistema universitario italiano, preceduto solo da Francia e Germania. Complessivamente, l'Italia vanta 769 presenze nelle classifiche per disciplina e macroarea, mostrando una crescita strutturale. Il 28% delle voci analizzate ha registrato un miglioramento, con 97 nuove entrate.
A livello nazionale, il Politecnico di Milano si colloca al secondo posto per numero totale di presenze (26) dietro all'Università di Bologna (50). Tuttavia, eccelle per l'intensità dei risultati nelle fasce più alte della classifica. L'unica università italiana a detenere un primo posto assoluto a livello mondiale è la Sapienza di Roma, che per il sesto anno consecutivo guida la classifica in lettere classiche e storia antica. Questo dimostra la presenza di eccellenze specifiche nel panorama accademico italiano, capaci di competere ai massimi livelli globali in settori ben definiti.
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