La Lombardia affronta nel 2025 un preoccupante calo demografico, con tassi di natalità e fecondità ai minimi storici degli anni Duemila. L'immigrazione compensa parzialmente il saldo negativo.
Crisi demografica in Lombardia nel 2025
Il 2025 rappresenta un anno critico per la demografia lombarda. I dati più recenti indicano un peggioramento significativo dei tassi di natalità e fecondità. Questi indicatori hanno raggiunto i valori più bassi registrati dall'inizio del nuovo millennio. La regione si confronta con una vera e propria emergenza demografica.
Il tasso di fecondità, ovvero il numero medio di figli per donna, è sceso a 1,16. Questo dato è inferiore persino a quello registrato nel 2024. L'anno precedente aveva già segnato il minimo storico di nascite in Lombardia, con 64.711 nuovi nati. Si tratta di un calo di 34.081 unità rispetto ai picchi precedenti.
L'età media delle neomamme al primo parto si attesta sui 32,8 anni. Questo dato riflette un cambiamento nelle dinamiche familiari e sociali. La tendenza alla natalità più tardiva è un fenomeno ormai consolidato.
Calo fecondità e natalità: le cifre
Dal 2010, anno considerato l'apice di una ripresa demografica, la fecondità in Lombardia ha subito un drastico calo. Si registra una diminuzione del 24% nel numero di figli per donna. Questo trend negativo si accentua se si confrontano i dati attuali con quelli del primo decennio del Duemila. Il numero di nati vivi è diminuito del 35%.
Il tasso di natalità, calcolato ogni mille residenti, si attesta al 6,3. Questo valore è nettamente inferiore rispetto ai livelli del 2009-2010, quando superava le 10 unità. La crescita della popolazione lombarda nel 2025 è garantita quasi esclusivamente dall'immigrazione. Il saldo naturale, ovvero la differenza tra nati e morti, è fortemente negativo.
La situazione è particolarmente preoccupante se si considera il lungo periodo. Il confronto non è solo con il secolo scorso, ma anche con la fine degli anni Duemila. La Lombardia sta perdendo la sua capacità riproduttiva.
Province lombarde: Como e Lodi fanalini di coda
L'analisi delle singole province rivela scenari differenti ma accomunati da un trend discendente. Como e Lodi registrano il tasso di fecondità più basso, attestandosi a 1,12 figli per donna. Per Como, questo dato conferma una tendenza già in atto, legata anche all'aumento del costo della vita. Per Lodi, invece, si tratta di un'inversione di tendenza negativa rispetto al 2024.
Anche la provincia di Sondrio mostra segnali allarmanti. Il tasso di fecondità è sceso da 1,28 a 1,17 figli per donna in un solo anno. Questo territorio, tradizionalmente più legato al modello familiare classico, sembra ora risentire maggiormente della crisi demografica.
Il Milanese conferma un dato già critico, con 1,13 figli per donna. Seguono Monza e Brianza (1,15) e Varese (1,16), che perdono ulteriori punti. Anche Pavia si allinea a quest'ultimo dato.
Lecco, simile a Sondrio, registra un calo significativo, passando da 1,23 a 1,17 figli per donna. Le province di Bergamo (1,20), Brescia e Cremona (1,21) si posizionano leggermente meglio, mostrando i dati più alti della regione.
Tassi di natalità provinciali
Per quanto riguarda il tasso di natalità, quattro province scendono sotto la soglia delle 6 nascite ogni mille abitanti. Sondrio, Como, Lecco e Lodi registrano un tasso di 5,9. In particolare, il Lodigiano ha perso un punto percentuale in un anno.
Varese, Pavia e Mantova si attestano a 6, risultando inferiori alla media regionale. Anche Cremona e Monza registrano un dato leggermente sotto la media, con 6,2.
La provincia di Milano presenta il tasso di natalità più elevato, con 6,5 nati per mille abitanti. Seguono Bergamo e Brescia con 6,4.