Avis Provinciale Lecco celebra un 2025 positivo con quasi 16.000 donatori attivi, un terzo dei quali under 35. Crescono le donazioni di sangue, ma il plasma resta una priorità strategica per l'autosufficienza nazionale.
Giovani Lecchesi Generosi: Cresce la Base Donatori
L'associazione Avis Provinciale Lecco ha reso noti i dati relativi al 2025. Il numero dei soci donatori attivi ha raggiunto la cifra di 15.581. Questo dato segna un incremento rispetto ai 15.272 registrati nel 2024. L'aumento complessivo si attesta al 1,99%. Questo trend positivo si mantiene costante ormai da tre anni consecutivi. L'associazione conta un totale di 15.801 associati, considerando anche i circa 220 collaboratori. La crescita costante testimonia un impegno duraturo nel territorio lecchese.
Particolarmente incoraggiante è l'afflusso di nuovi iscritti. Nel corso del 2025, ben 1.364 nuovi soci hanno scelto di unirsi all'Avis. Di questi, oltre 400 si sono registrati direttamente nel capoluogo. Questo rappresenta un incremento del 7,49% rispetto all'anno precedente. Un dato ancora più rilevante riguarda la fascia giovanile. Oltre 800 dei nuovi iscritti hanno meno di 35 anni. Questa fascia d'età costituisce ora quasi un terzo del totale dei donatori provinciali, attestandosi al 32%. Il presidente Bruno Manzini ha sottolineato l'importanza di questo dato, definendolo una garanzia per il futuro dell'associazione.
«Nonostante le difficoltà odierne, i giovani si iscrivono e diventano donatori», ha dichiarato Manzini durante la conferenza stampa. «Questo ci garantisce una platea futura per continuare a svolgere la nostra funzione». In trent'anni di attività, il numero complessivo dei donatori è cresciuto del 65%. Questo incremento è notevolmente superiore all'aumento demografico provinciale, stimato intorno al 10%. Il presidente ha definito questo divario come la prova di un «territorio generoso».
Lecco Leader Nazionale per Donazioni di Sangue
La provincia di Lecco si conferma un'eccellenza nel panorama delle donazioni di sangue. I dati del 2025 evidenziano un numero di donazioni significativamente superiore alle medie regionali e nazionali. Si registrano 89 donazioni ogni 1.000 abitanti. Questo valore supera nettamente le 46 della Lombardia e le 34 della media italiana. L'autosufficienza per le esigenze locali è ampiamente garantita. Circa 18.000 unità di sangue intero raccolte nei centri trasfusionali di Lecco e Merate vengono destinate annualmente ad altre province.
Le destinazioni principali di questo sangue sono la Sardegna, il Lazio e le strutture ospedaliere milanesi. Questo contribuisce in modo sostanziale all'autosufficienza nazionale. La precisione nella programmazione delle donazioni è un altro punto di forza del sistema lecchese. Il lavoro del centro trasfusionale, coordinato con le chiamate gestite dall'Avis, assicura che nessuna unità raccolta venga sprecata. Il presidente Manzini ha citato l'esempio del dottor Erba e della Sardegna. In quel contesto, una pianificazione puntuale per gruppi sanguigni ha permesso di salvare bambini talassemici.
«L'abilità è nella programmazione», ha spiegato il presidente. Questo approccio metodico garantisce l'efficacia e l'efficienza del sistema. La provincia di Lecco dimostra come una gestione oculata delle risorse possa avere un impatto positivo a livello nazionale. La generosità dei cittadini lecchesi, unita a un'organizzazione efficiente, crea un circolo virtuoso. Questo modello potrebbe essere d'esempio per altre realtà territoriali italiane.
Plasma: la Sfida per l'Autosufficienza Italiana
Sul fronte della raccolta del plasma, il quadro presenta maggiori complessità. Nel 2025, la raccolta ha visto una crescita del 9,34%, raggiungendo 4.729 unità da 700 grammi ciascuna. Questa crescita è avvenuta seguendo le indicazioni del Centro raccolta sangue nazionale, che privilegia questo componente. Nonostante i progressi, l'Italia non ha ancora raggiunto l'autosufficienza per il plasma. Il paese è costretto a importarlo, principalmente dagli Stati Uniti. Questa importazione è necessaria per la produzione di medicinali plasmaderivati, come albumina e immunoglobuline.
L'importazione di plasma comporta un aumento dei costi per il sistema sanitario nazionale. Inoltre, solleva questioni relative alla sicurezza. In Italia, il donatore è periodico, etico e monitorato clinicamente per tutta la vita, dai 18 ai 65 anni. Questo garantisce una «storicità» sanitaria certificata. All'estero, dove la donazione è spesso retribuita, i donatori tendono a interrompere il percorso prima. Ciò riduce i margini di sicurezza, specialmente per quanto riguarda il «periodo finestra» di alcune patologie infettive, come la malaria. La medicina moderna richiede sempre più plasma.
«La richiesta di plasma da parte della medicina è crescente e la produzione italiana non è ancora sufficiente per soddisfarla», ha sottolineato Manzini. La dipendenza dall'estero rappresenta un punto debole strategico. L'Avis Provinciale Lecco sta lavorando per incrementare la raccolta di plasma. Tuttavia, la sfida va oltre la singola associazione. Richiede un impegno a livello nazionale per aumentare la produzione interna. Questo garantirebbe maggiore sicurezza e ridurrebbe i costi per il sistema sanitario.
Capacità Ospedaliera e Prospettive Future
L'aumento della raccolta, in particolare del plasma, si scontra con un limite strutturale: la capacità ospedaliera è al limite. Per incrementare ulteriormente i volumi di donazione, sarà necessario potenziare il personale. Saranno inoltre necessari maggiori spazi e orari di donazione nei centri trasfusionali di Lecco e Merate. «Questa è la sfida da porre a Regione e Asst», ha affermato il presidente. La sanità pubblica è responsabile della raccolta del sangue. L'Avis gestisce la convocazione dei donatori e il coordinamento con le 18 sezioni comunali attive sul territorio.
Nel 2025, sono state avviate 1.020 visite di idoneità presso il centro trasfusionale dell'ospedale Manzoni di Lecco. Sono stati convocati 1.107 candidati. Al centro di Merate, sono state effettuate 313 visite. I tempi d'attesa per la visita iniziale si sono ridotti a circa 20-30 giorni. Questo miglioramento è stato possibile grazie agli accordi con il centro trasfusionale per estendere le visite anche al martedì pomeriggio. «Questa è anche medicina preventiva», ha ricordato Manzini. La consegna dei risultati completi degli esami del sangue ai donatori dopo ogni donazione permette un monitoraggio costante della salute di oltre 15.000 persone.
Questo monitoraggio ha ricadute positive per l'intera collettività. L'assemblea provinciale del 28 marzo sarà un momento cruciale. Si discuterà il bilancio economico del 2025, che si chiude con un disavanzo di 16.947,83 euro. Questo deficit è in parte dovuto a spese straordinarie. Tra queste, i festeggiamenti per i 30 anni dalla fondazione, il rifacimento del sito web e l'implementazione del software gestionale Avisnet. Il Consiglio Direttivo proporrà di coprire il disavanzo attingendo al fondo di accantonamento per le attività statutarie. Sarà discusso anche il contributo di 1 euro per donatore attivo, previsto dalla convenzione con Asst Lecco stipulata nel 2024. «L'assemblea non è una semplice formalità chiesta dallo statuto», ha concluso Bruno Manzini, «ma un momento di riflessione su quanto fatto e su quanto c'è da fare».