Una sentenza definitiva stabilisce un risarcimento di quasi 700mila euro ai familiari di un ex dipendente dell'Arsenale di Taranto. L'uomo è deceduto a causa del mesotelioma, malattia legata all'esposizione all'amianto durante il suo lungo servizio.
Riconosciuto il nesso tra amianto e decesso
Il Tribunale di Lecce ha emesso una sentenza definitiva. La decisione stabilisce la condanna del Ministero della Difesa. Il risarcimento ammonta a quasi 700mila euro. La somma è destinata ai tre figli di un residente di Monteiasi, provincia di Taranto. L'uomo aveva lavorato per oltre quarant'anni come dipendente civile della Marina Militare. La sua carriera si è svolta presso l'Arsenale di Taranto. È deceduto nel 2019. La causa del decesso è stata identificata nel mesotelioma pleurico. Questa patologia è stata provocata dall'esposizione all'amianto. La notizia è stata diffusa dall'Osservatorio Nazionale Amianto.
Una vita di lavoro nell'Arsenale
L'uomo ha dedicato quasi tutta la sua vita lavorativa all'Arsenale della Marina Militare di Taranto. Ha iniziato il suo percorso professionale molto giovane. È entrato alla Scuola Allievi Operai nel 1959. Successivamente, ha proseguito la sua attività come dipendente civile della Marina. Ha lavorato come tipografo. In seguito, ha ricoperto il ruolo di impiegato amministrativo. Il suo impiego è durato oltre 44 anni. L'unica interruzione è stata di 18 mesi. Questo periodo è stato dedicato al servizio militare di leva. Ha svolto il servizio come meccanico attrezzista. L'incarico si è svolto presso l'Arsenale di La Spezia. Nel 2018, è emerso il mesotelioma pleurico. La sua salute è peggiorata progressivamente. È deceduto a Monteiasi il 15 maggio 2019. Aveva 74 anni.
La perizia conferma la causa del decesso
Una consulenza tecnica d'ufficio ha stabilito il nesso causale. Il mesotelioma è stato identificato come la causa principale del decesso. La perizia ha riconosciuto il legame con l'esposizione all'amianto. La sentenza sottolinea il contatto del lavoratore con sostanze nocive. Vi si legge che era «notorio» il pericolo legato all'esposizione all'amianto. Nonostante ciò, il contatto è avvenuto. La pericolosità delle sostanze era già nota. L'esposizione a tali elementi è stata considerata altamente tossica.
Diritto alla protezione negato
«Le sentenze stanno rivelando un dato sempre più chiaro», ha dichiarato Ezio Bonanni, presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto. «La pericolosità dell'amianto era già conosciuta. Questi lavoratori avevano diritto a essere protetti». Bonanni ha aggiunto: «Non possiamo più considerare questi eventi come rischi imprevedibili». Ha poi concluso: «Parliamo di uomini che hanno servito lo Stato per gran parte della loro vita. Anni dopo, ne hanno pagato le conseguenze con malattie e, troppo spesso, con la vita».