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Confusione tra reflusso gastroesofageo e SIBO porta a terapie inefficaci. L'esperto Mauro Minelli illustra gli errori comuni e le corrette diagnosi.

Sintomi comuni e farmaci inefficaci

Molti avvertono bruciore e acidità. La reazione immediata è l'uso di antiacidi. Tuttavia, questi farmaci spesso non risolvono il problema. A volte, possono persino peggiorare i sintomi. L'immunologo Mauro Minelli evidenzia questo problema.

La gestione del reflusso gastroesofageo è complicata da abitudini errate. Queste annullano l'efficacia delle cure. Possono anche esacerbare i disturbi. Capire la differenza tra farmaci che causano il reflusso e quelli che lo curano è essenziale. Solo così si ottiene una terapia efficace.

Farmaci che peggiorano il reflusso

Diversi medicinali, assunti per altre condizioni, possono danneggiare la valvola tra stomaco ed esofago. Gli antinfiammatori comuni, come l'ibuprofene o l'aspirina, possono ledere la mucosa gastrica. Alcuni farmaci per la pressione sanguigna possono rilassare eccessivamente lo sfintere esofageo.

Anche i farmaci per l'osteoporosi presentano rischi. Richiedono di rimanere in posizione eretta dopo l'assunzione. Questo previene irritazioni dirette della mucosa esofagea. La postura è quindi fondamentale per evitare complicazioni.

Errori nell'automedicazione

L'errore più frequente riguarda l'uso improprio dei farmaci specifici per il reflusso. Gli inibitori di pompa protonica, come l'omeprazolo, non vanno presi occasionalmente. Devono essere assunti circa 30-60 minuti prima della colazione.

Questo ne garantisce l'efficacia sulle pompe acide. Assumerli a stomaco pieno ne riduce l'assorbimento. Anche gli alginati vengono usati scorrettamente. Bere acqua subito dopo l'assunzione ne annulla l'effetto protettivo. Si distrugge la barriera fisica creata dal farmaco.

Reflusso come sintomo di altre patologie

A volte, il reflusso maschera un problema diverso. La SIBO (Sovraccrescita Batterica nell'Intestino Tenue) è un esempio. Batteri anomali producono gas, come l'idrogeno solforato. Questo gas aumenta la pressione verso l'alto.

Tale pressione può forzare la valvola dello stomaco. Usare un inibitore di pompa protonica in questo caso è controproducente. Abbassare l'acidità gastrica favorisce la moltiplicazione batterica. Si alimenta così la causa del gonfiore e del reflusso.

Il ruolo della postura e della diagnosi

Oltre alla corretta farmacologia, la postura è cruciale. È importante non sdraiarsi nei 90 minuti dopo i pasti. Questo vale anche dopo l'assunzione di farmaci irritanti. La gravità aiuta a mantenere il contenuto gastrico al suo posto.

Se un farmaco sembra peggiorare i sintomi, o se il bruciore si accompagna a gonfiore addominale, la causa potrebbe essere diversa. Potrebbe trattarsi di una dinamica meccanica o batterica. Queste richiedono un approccio diagnostico e terapeutico differente.

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