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Nuove ricerche archeologiche a Patù, in Puglia, hanno svelato le origini storiche e leggendarie della Centopietre e di un presunto dito di San Giovanni Battista. Le scoperte collegano il borgo pugliese alle reti culturali rinascimentali.

La Centopietre di Patù: tra leggenda e realtà

Una recente campagna di scavi ha gettato nuova luce su due vicende storiche. Queste scoperte riguardano devozioni e tradizioni locali nel borgo di Patù. La ricerca è stata guidata dall'archeologo Valentino Nizzo. L'Università Orientale di Napoli ha coordinato gli scavi. Le scoperte collegano Patù alle grandi reti culturali del Rinascimento. La ricerca è stata presentata a Lecce. Erano presenti il soprintendente Antonio Zunno e il sindaco Gabriele Abaterusso. Anche il vescovo Vito Angiuli ha partecipato.

Il fulcro della ricerca è la Centopietre. Questo monumento nazionale si trova nel centro storico di Patù. È un'affascinante ed enigmatica costruzione. Tradizionalmente, è considerata il monumento funerario di un misterioso barone. Il nome era Siminiano o Geminiano. Si diceva fosse un cavaliere al seguito di Carlo Magno. La leggenda narra che morì in odore di santità. Combatté contro i Mori nella vicina piana di Campo Re.

Un'epigrafe nell'adiacente Chiesa di San Giovanni menziona questa battaglia. Tuttavia, Carlo Magno non raggiunse mai Patù. Nemmeno i suoi paladini vi arrivarono. La difesa delle coste dai saraceni era un problema reale. Questo problema persistette anche secoli dopo, nel Cinquecento. Il Capo di Leuca era considerato "finis terrae". Era l'ultima tappa per i pellegrini diretti in Terra Santa.

Il mistero del dito santo e i Gonzaga

La ricerca ha anche indagato la storia di un presunto dito di San Giovanni Battista. Un'epigrafe risalente alla prima metà del Cinquecento attesta un ritrovamento. Intorno al 916, nella chiesa di San Giovanni, fu trovato un dito. Si attribuiva a San Giovanni Battista. Forse era quello della celebre frase "ecce agnus dei". Si narrava fosse stato portato dalla Terra Santa durante le crociate. Le tracce di questa reliquia si erano poi perse.

La ricerca attuale ha identificato questo dito. Una "convergenza di fonti salentine e altamurane" è stata fondamentale. L'archeologo Nizzo ritiene che il dito ritrovato a Patù sia la reliquia conservata nella cattedrale di Altamura. La reliquia sarebbe giunta ad Altamura prima del 1584. Potrebbe essere stato un dono. Un dono per suggellare un patto di alleanza. Un patto tra i Gonzaga e i Farnese. I Gonzaga governavano Patù, Leuca e Alessano. I Farnese erano principi di Altamura.

Anche la figura del misterioso Siminiano potrebbe essere stata creata in questo contesto. La letteratura cavalleresca era molto diffusa nelle corti locali. Le corti erano frequentate da intellettuali e scrittori. I Gonzaga, in particolare, ebbero legami con Ariosto e Tasso. La storia eroica di Siminiano non è presente nelle fonti altomedievali. Essa emerge per la prima volta in un libretto pubblicato a Padova nel 1588. Già prima si erano affermati racconti su un non meglio identificato re Carlo. Si parlava anche di Mori e del dito di San Giovanni a Patù.

Un linguaggio culturale condiviso

Il modello per la storia di Siminiano sembra provenire dalla Francia. Si ispira alle gesta di un Saint Emiland o Saint Milan. Anche lui era un santo guerriero. Morì combattendo contro i saraceni. Questo avvenne al tempo di re Carlo. La sua vicenda si colloca nella cittadina di San Juan de Luze. Nel Cinquecento, questo nome suonava molto simile a San Giovanni di Leuca. Patù dipendeva da San Giovanni di Leuca all'epoca.

Non si tratta di una semplice copia. È piuttosto la prova dell'esistenza di un "linguaggio condiviso". Questo linguaggio permetteva di reinterpretare continuamente tombe e monumenti enigmatici. Si potevano reinterpretare santi guerrieri, saraceni e materiale carolingio. Queste storie nascevano dalla suggestione della "Chanson de Rolan". La ricerca ha quindi ricostruito le storie e le leggende legate a questo monumento. Ha svelato il mistero della Centopietre di Patù. Ha collegato il borgo pugliese a eventi storici e culturali di vasta portata.

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