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La Commissione Urbanistica di Lecce si appresta a votare la legge regionale 36/2023 sulle "case alte". Il provvedimento, che incentiva la sopraelevazione e la ricostruzione, è vicino all'approvazione definitiva nonostante alcune critiche sull'esclusione di aree centrali.

Approvazione legge regionale sulle "case alte"

La normativa regionale 36 del 2023, relativa alle "case alte", giunge alla sua fase conclusiva. La Commissione Urbanistica si riunirà per l'ultimo voto sulla delibera di adeguamento. Successivamente, il testo passerà al Consiglio comunale per l'approvazione finale. La maggioranza si dichiara pronta a garantire il via libera al provvedimento.

L'iter legislativo ha previsto un periodo di osservazioni. Tuttavia, sono pervenute solo due proposte, considerate fuori termine. Il dirigente Maurizio Guido ha sottolineato la scarsa partecipazione di cittadini e tecnici. Sono trascorsi otto mesi dall'agosto scorso, periodo in cui la legge era già stata votata dal Consiglio comunale.

Incentivi volumetrici e rigenerazione urbana

La legge consente la sopraelevazione di immobili residenziali già ristrutturati. Prevede inoltre incentivi volumetrici più consistenti in caso di demolizione e ricostruzione. L'obiettivo principale è stimolare la rigenerazione del patrimonio edilizio esistente. La norma si applicherà anche alle marine, rispettando il vincolo dei 300 metri dalla costa.

L'assessore all'Urbanistica, Giampaolo Scorrano, difende il provvedimento. Sottolinea la coerenza del percorso tecnico e politico intrapreso. L'assessore ha chiarito che gli immobili ante anni '50, già oggetto di interventi, non erano più tutelati da vincoli specifici. La legge mira a un miglioramento più incisivo delle abitazioni obsolete.

Critiche sull'area di Piazza Mazzini

Nonostante il percorso lineare, persistono accesi dibattiti su alcune aree specifiche. Il quadrilatero di Piazza Mazzini è stato quasi interamente escluso dagli incentivi volumetrici. Il consigliere di opposizione Antonio De Matteis ha espresso forti perplessità in Commissione. Ha contestato questa scelta, ritenendola fonte di disparità.

De Matteis ha argomentato che i criteri applicati agli immobili più bassi dovrebbero estendersi anche ad altri. Ha smentito l'affermazione secondo cui non vi sarebbero immobili da ristrutturare in quell'area. Ha richiesto maggiore uniformità nelle decisioni urbanistiche.

Anche il capogruppo di Lecce Città Pubblica, Sergio Della Giorgia, ha manifestato cautela. Ha evidenziato il rischio di un eccessivo carico urbanistico. Ha richiesto adeguate compensazioni in termini di verde, parcheggi e servizi. Sono emersi dubbi anche sulla tutela degli edifici del Novecento, ritenuta non sufficientemente garantita.

La posizione dell'amministrazione comunale

L'assessore Scorrano ha chiarito la posizione dell'amministrazione riguardo a Piazza Mazzini. La decisione di escludere l'area dagli incentivi è stata presa dal Consiglio comunale. Ha ricordato che il tempo per le osservazioni è scaduto senza accoglimenti significativi. L'amministrazione sta rispondendo alle ultime perplessità in vista del voto definitivo.

L'ultimo passaggio in Commissione segna l'atto finale prima dell'approdo in aula. La maggioranza si presenterà compatta per votare una delle delibere urbanistiche più significative degli ultimi anni. La città si prepara a un potenziale cambiamento, bilanciando la spinta alla rigenerazione con le preoccupazioni per l'impatto sul tessuto urbano.

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